Orazio Rotunno
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Arjen Robben: date un pallone d’oro a questo fenomeno

Al top da anni, ha vinto tutto o quasi, sempre da protagonista assoluto: basta con Messi e Ronaldo. Per un anno premiate questo fenomeno

Arjen Robben: date un pallone d’oro a questo fenomeno
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Fa sempre la stessa finta da 10 anni, ma ci cascano sempre…“. Niente di più falso e niente di più vero: la verità sta nel mezzo. Un po’ come dire che Rossi supera sempre nello stesso modo, che Pantani attaccava sempre a metà salita o che Federer serve sempre nella stessa maniera. E allora? Provateci voi, se è così facile. Arjen Robben anche se ti dice mezzora prima da che parte andrà, voi comunque non lo prenderete: ha vinto tutto, ha avuto la palla per vincere anche l’unica cosa che gli manca, un Mondiale. L’ha sbagliata, malamente anche, ma non deve ancora pagare per questo: date un pallone d’oro a questo fenomeno. Subito!

DA UN TULIPANO ALL’ALTRO, FIORE MALEDETTO: SNEIJDER E ROBBEN – Lo scandalo del 2010  scoraggia un po’ tutti gli illusi che credono di subire ingiustizie, speranzosi di interrompere l’egemonia di Ronaldo-Messi. Quando a vincere il pallone d’oro non fu Wesley Sneijder dopo aver vinto Champions, League, Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Mondiale per Club, con una Finale dei Mondiali ed il titolo di capocannoniere di questi ultimi nessuno più ha diritto di sentirsi perseguitato. Però lo vinse Lionel Messi e quella consegna mise tutti d’accordo. Ecco perché, nonostante quello scempio, Arjen Robben ha diritto di rivendicare come proprio il più importante premio per un giocatore a livello personale. Sneijder era il più vincente, ma senza dubbio non il più forte: con altrettanta certezza non possiamo dirlo di Robben. Ronaldo e la stessa Pulce saranno anche un gradino sotto, forse, ma la continuità di prestazioni e di successi messi in mostra dall’ala bavarese giustificherebbe un pit-stop per i due marziani. Premiare l’olandese vorrebbe dire rendere il giusto merito ad uno dei pochissimi giocatori al mondo ancora in grado di accendere le folle, di far alzare la gente in piedi ad ogni sua cavalcata, ad emozionare per un dribbling ormai gesto tecnico in via di estinzione in un calcio sempre più schiavo di tatticismi e pragmatismo. Ha deciso con un gol la finale della Champions League 2013, ha vinto il premio di miglior giocatore dei Mondiali in Brasile 2014, ieri è stato Gladiatore a Roma per una notte.

La cosa più triste di tutto questo, è che probabilmente non solleverà il trofeo dorato nemmeno quest’anno: andrà nuovamente a Cr7, o verrà scelto un tedesco in nome del titolo mondiale vinto in estate. Nonostante questo, nonostante i 31 anni fra due mesi, sembra andare più veloce di prima: chissà che prima o poi, a furia di correre, riuscirà ad afferrare anche l’ultimo pallone che ancora non ha marchiato con la sua nobile firma.

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