Antonio Casu
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Cagliari, il bicchiere è mezzo vuoto

Squadra troppo poco zemaniana, insicura e imprevedibile. Il pareggio con la Sampdoria è figlio principalmente del caso

Cagliari, il bicchiere è mezzo vuoto
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Non sono sempre i numeri a determinare la sostanza delle cose. Se si partisse dal presupposto che domenica il Cagliari ha recuperato miracolosamente una partita ormai persa, il bicchiere sarebbe mezzo pieno, ma in realtà non è così. Contro la Sampdoria la banda di Zeman ha evidenziato una volta ancora difetti che rischiano di diventare cronici. È solo il risultato finale a far sorridere.

Il gol di Sau ha salvato il Cagliari dall'ennesima figuraccia

Il gol di Sau ha salvato il Cagliari dall’ennesima figuraccia

IL BICCHIERE È MEZZO VUOTO – Una squadra che ambisce a rimanere in Serie A non può permettersi di regalare ogni domenica un gol agli avversari. È successo con Atalanta, Torino, Inter e Sampdoria. Il Cagliari ha subito quattro gol ingenui in circostanze per molti versi simili. Non è una questione tecnica, ma di approccio mentale. I sardi concedono agli avversari un blackout a partita, potenzialmente fatale. L’errore di posizionamento della difesa sul gol di Gabbiadini è inammissibile nella massima serie.

UN ATTEGGIAMENTO INDISPONENTE – C’è da dire inoltre che fino all’espulsione di Cacciatore il Cagliari aveva meritato ampiamente la sconfitta. Lo 0-2 parziale era addirittura un risultato stretto. Anche in questo caso è una questione mentale, più che tecnica. I sardi non hanno reagito al primo svantaggio e sono finiti in balia dell’avversario, dominatore assoluto dell’incontro per almeno trenta minuti. Troppa la distanza tra i reparti, scarso il supporto del centrocampo all’attacco e debole il filtro fatto in fase difensiva. Dell’identità tattica ricercata da Zeman si è visto ben poco: l’attacco non ha idee e non punge, Sau è troppo isolato e mal sopporta il ruolo da prima punta pura, Crisetig si è limitato a creare gioco attraverso i lanci lunghi (retaggio di lopeziana memoria) e Ibarbo è il solito giocatore anarchico, devastante nell’uno contro uno ma leggero in zona gol. Paradossalmente, le uniche indicazioni positive sono arrivate dalla difesa (ottimo l’esordio di Benedetti).

UNA PANCHINA LUNGA – Tuttavia, il panorama che si intravede all’orizzonte non è del tutto nebuloso. Il Cagliari ha tratto vantaggio dai cambi apparentemente folli di Zeman, che ha scommesso tutto su due ragazzini (Caio Rangel e Donsah) in grado di riportare brio ed entusiasmo in una squadra spenta e senza motivazioni. Si riparte da loro, dall’esperienza di Cossu (molto meglio da mezzala che da attaccante esterno) e da un punto d’oro, che smuove la classifica nel momento più difficile della stagione. Il bicchiere è mezzo vuoto, ma non mancano le opportunità per crescere.

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