Enrico Cunego
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Keisuke Honda sulle orme di Hidetoshi Nakata

Dopo 7 giornate il nipponico del Milan è già a 6 reti segnate, capocannoniere insieme a Tevez. Il record di reti segnate dal noto connazionale rischia di essere battuto

Keisuke Honda sulle orme di Hidetoshi Nakata
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Hidetoshi Nakata: a Perugia magica stagione da 10 gol

Hidetoshi Nakata: a Perugia magica stagione da 10 gol

Inseguendo una leggenda. Perchè di leggenda si parla quando in Giappone viene nominato Hidetoshi Nakata. E Keisuke Honda, come tantissimi suoi coetanei del Sol Levante, è cresciuto con le gesta e le imprese del centrocampista di Yamanashi, primo giocatore asiatico di fama planetaria e capace di imporsi in un campionato come la Serie A, all’epoca ancora da considerarsi come il migliore al mondo. Nakata rappresenta un “mostro sacro” nel mondo sportivo giapponese e le sue gesta hanno contribuito in maniera fondamentale alla crescita esponenziale e rapida del calcio nipponico. Crescita che ha coinvolto e portato alla ribalta proprio Keisuke Honda da Settsu, prefettura di Osaka classe 1986, 9 anni più giovane dell’ex di Parma, Roma, Perugia, Bologna e Fiorentina. Oggi anche Honda può considerarsi una vera e propria star nelle tre isole che compongono l’arcipelago situato ad Estremo Oriente. Leader, capitano e stella della propria nazionale, grazie ad un inizio sfavillante in questa stagione rischia di soppiantare proprio Nakata come icona del calcio “made in Japan”. 6 gol in 7 partite, gli ultimi 2 segnati nella gara di ieri contro il Verona, a sole 4 reti dal primato di Hidetoshi, capace di segnare ben 10 volte nella stagione 1998/1999, quella del debutto in massima serie con la maglia del Perugia, dove divenne un idolo assoluto. Idolo assoluto lo può diventare anche Keisuke, ma addirittura con una maglia straordinariamente prestigiosa come quella del Milan. Nakata è avvisato, presto la sua fama potrebbe essere oscurata.

MOMENTO MAGICO – E’ un continuo crescendo la carriera di Honda. Leader del centrocampo del Nagoya Grampus, uno dei maggiori club giapponesi, venne scovato nel 2007 dal VVV-Venlo, minuscola formazione olandese. Arrivato a gennaio, fu costretto a subire una bruciante retrocessione, ma già nella stagione successiva dominò la Eerste Divisie con 16 reti in 36 gare, la stagione più prolifica al momento. Il ritorno in Eredivisie fu decisamente convincente: 6 reti in 18 gare, assist e giocate in quantità industriale e l’adorazione totale da parte dei tifosi giallo-neri. A gennaio 2010 il giocatore si è già fatto un nome e così ne approfitta il CSKA Mosca, che lo preleva per farlo diventare leader del centrocampo moscovita. Honda non tradisce le promesse e diventa subito uno dei leader della squadra, segnando anche gol pesantissimi come quello contro il Siviglia che permette al CSKA di accedere ai quarti di finale della Champions League 2009/2010. Quattro anni ricchi di soddisfazioni arrichiti da un campionato russo e due coppe nazionali, nel mezzo un mondiale in Sudafrica giocato da protagonista con il Giappone, che esce agli ottavi contro il Paraguay solo ai calci di rigore. Nel 2014 l’occasione della vita: Honda è in scadenza di contratto e soì su di lui si avventa il Milan, che a gennaio riesce a garantirselo a 0 euro. I primi 6 mesi sono traumatici: Honda appare totalmente fuori dal gioco milanista e puntuali arrivano le irritazioni dei tifosi rossoneri e gli sfottò di quelli avversari, convinti che Galliani avesse comprato un autentico bidone. Ma in estate sulla panchina milanista arriva Pippo Inzaghi: che rigenera al meglio il giapponese, che lo piazza a destra nel trio d’attacco. E’ la svolta: subito gol al debutto contro la Lazio ad aprire le marcature, bis a Parma 7 giorni più tardi, pausa con la Juve ma 3 giorni dopo rete del pareggio ad Empoli. A Cesena rimane a secco, ma contro le due veronesi, Chievo ed Hellas, ecco arrivare il gol del 2-0 contro i clivensi e la doppietta che stende gli uomini di Mandorlini. 6 reti, titolo di capocannoniere e Milan ai suoi piedi. Immaginiamo già l’euforia in Giappone, dove i tifosi possono sognare in grande: 15 anni dopo lo sbarco di Nakata un connazionale potrebbe superarlo.

Enrico Cunego

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