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Mercato Juve, tre buoni motivi per NON prendere Van Persie

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TORINO, 6 LUGLIO – Sono un pò meno dei buoni motivi perchè il matrimonio sia giusto farlo, ma anche in un affare come questo, con al centro un fuoriclasse quale Van Persie, vi sono delle controindicazioni. Alcune oggettive, altre opinabili. Soffermiamoci sulle prime, e proviamo a capire perché la Juve dovrebbe rivolgersi altrove per il suo top player.

INGAGGIO FARAONICO, CHE REAZIONI DALLO SPOGLIATOIO? – Premessa: Van Persie guadagna tanto, tantissimo, un ingaggio che al lordo vale 15 milioni di euro. Inarrivabili per la Juventus, anche per un tetto ingaggi pre-fissato ed oltre il quale si potrebbe anche andare, sforando non più di tanto si intende, ma a questo punto i problemi maggiori sorgerebbero non tanto dal lato economico, quanto da quello del gruppo. Uno spogliatoio divenuto punto di forza con l’arrivo di Conte, e che rischierebbe di mugugnare, neanche tanto ingiustamente, all’arrivo di un fuoriclasse sì, ma strapagato. Il rischio vale la candela? La palla passa al duo Marotta-Paratici.

UN CAMPIONE ALL’ALBA DEI 30 ANNI – Ecco il nodo maggiore: se l’olandese avesse 2-3 anni di meno forse sarebbe già bianconero, ma vale lo stesso per i Gunners, che non si sarebbero ridotti ad arrivare con un giocatore come Van Persie in scadenza. La Juve sta aprendo un nuovo ciclo, e inserire al centro del progetto un quasi 30enne può sembrare contraddittorio. Per un attaccante vuol dire avere ancora 2-3 anni di alto rendimento, vedi i classe 79′ quali Drogba e Milito, o il 2 anni più giovane Ibra. L’olandese firmerebbe un contratto minimo di 4 anni, con l’ultima stagone da disputare a 34 anni e in quali condizioni non si sa. Ammortizzare il costo del’acquisto sarebbe poi impossibile, i 20-25 milioni eventualmente spesi non sarebbero in alcun modo recuperabili, ed in una società di calcio quest’aspetto è molto importante. Anche in tal caso, la dirigenza con a capo il Presidente Agnelli faranno le dovute considerazioni.

NON E’ UN LEADER, TANTO MENO UN VINCENTE – L’ultima delle due riflessioni potrebbe rappresentare un buon motivo per prenderlo, la fame di vittorie del giocatore. La sua bacheca è praticamente vuota, tante belle stagioni all’Arsenal, ma inconcludenti. Più sfortunato con l’Olanda, dove nel 2010 si è laureato vice-campione del mondo. Vice, appunto. Dall’altra parte però, mancare di esperienza da questo punto di vista, con la Champions alle porte, non è il miglior punto di partenza, per un giocatore che agli appuntamenti importanti non sempre si fa trovare pronto, rischiando di essere etichettato sempre di più come l’alter-ego di Ibra. La sua personalità latita, non è un leader e lo si è notato sia in Inghlterra che con l’Olanda. E’esploso quando è andato via Henry, di cui soffriva enormemente la presenza, a livello tattico ma anche caratteriale. Nell’Arsenal era l’unico fuoriclasse e sentirsi la prma donna li veniva naturale. Con l’Olanda, anche quando è andato ad un passo dalla vittoria finale, non è stato lui il protagonista, appena un gol e spazio ai ben più carismatici Robben e Sneijder. In questo caso è Conte a dover valutare, e trarre le sue conclusioni.

 + EXTRA Mercato Juve, tre buoni motivi per prendere Van Persie

Orazio Rotunno

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