Matteo Masum
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L’autunno caldo ed il ruolo della Cgil

Il 25 ottobre è prevista la grande manifestazione di Roma

L’autunno caldo ed il ruolo della Cgil
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Susanna Camusso e Maurizio Landini

Susanna Camusso e Maurizio Landini

Bologna, Torino, Terni, e poi ancora Bari, Napoli e Roma. Erano anni che, in Italia, non assistevamo ad un autunno così caldo. Decine di migliaia di operai, lavoratori di tutte le categorie e studenti hanno invaso le piazze delle grandi città, e tutto ciò sembra solo l’antipasto della grande manifestazione del 25 Ottobre a Roma. In questo processo, un ruolo di primo piano lo sta giocando, inevitabilmente, la Cgil, il più grande sindacato italiano. Un ruolo, come abbiamo potuto assistere a Terni, non privo di forti contraddizioni.

PIAZZE PIENE- A Bologna, il 16 ottobre, c’erano tutte le categorie più colpite dall’operato del governo Renzi. Piazza Maggiore è stata riempita da una marea di bandiere rosse, della Cgil, della Fiom, dei partiti della sinistra radicale (Rifondazione Comunista su tutti), al di là, è giusto sottolinearlo, delle più rosee aspettative. Senz’altro oltre quanto si aspettava il PD, che infatti è rimasto basito dall’improvvisa accelerata impressa dal sindacato della Camusso. A Torino, la manifestazione della Fiom, pur colpita dai fumogeni e dalle solite cariche della polizia, è stata estremamente partecipata, e non soltanto ristretta ai metalmeccanici. Erano in 30.000, a Terni, per difendere l’Ast dal piano di dismissione della Thyssen. Qui, sono arrivati anche parecchi fischi in direzione di Susanna Camusso, la quale, tuttavia, è tornata a minacciare lo sciopero generale

LE CONTRADDIZIONI- Come detto, la Cgil sta giocando un ruolo determinante nella partita tra governo Renzi e classi lavoratrici. La svolta, inaspettata, da parte della Camusso, ovviamente, non può essere solo il frutto di un calcolo opportunistico. Dopo anni di durissimi attacchi, operai, lavoratori dipendenti e studenti hanno deciso di reagire in maniera feroce, costringendo la Cgil a spostarsi dalle posizioni tatticiste ed opportuniste mantenute fino a qualche mese fa (con conseguenti travasi di iscritti, diretti in particolar modo verso la Usb). La Camusso ha tutta l’intenzione di sfruttare questa ondata per porsi in una posizione di forza nei confronti di Renzi, magari per ridare linfa alla componente “socialdemocratica” (sottolineo le virgolette) del PD. Ai lavoratori spetta il compito di impedire tale mossa.

LANDINI E LA FIOM- Un discorso a parte meriterebbe Maurizio Landini, apparso in grande spolvero a Torino. La parola “occupazione” è tornata a far parte del vocabolario del sindacato dei metalmeccanici, e questo è ancora una conseguenza della radicalizzazione assunta dalla lotta di classe. Ancora una volta, tuttavia, i lavoratori dovranno vigilare sulle intenzioni di Landini, apparso non sempre estraneo alle tattiche opportuniste della Cgil. Qualora il segretario della Fiom fosse in grado di tenere ferma la barra della lotta contro il governo, allora anche le prospettive di una rottura con le attuali politiche reazionarie potrebbe diventare realistica. Sullo sfondo, rimane sempre la necessità di mandare in soffitta l’attuale modo di produzione capitalistico, l’unico responsabile del disastro degli ultimi anni.

La Cgil ha l’occasione di riscattare 30 anni di nulla. Ma, come sempre, i veri protagonisti saranno i lavoratori.

Matteo Masum

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