Enrico Cunego
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Milan, Diego Lopez: è l’ora del riscatto

Dopo le 4 giornate di stop per infortunio il portiere spagnolo torna a difendere i pali rossoneri. Contro il Verona è un'occasione d'oro per dimenticare Parma e le critiche

Milan, Diego Lopez: è l’ora del riscatto
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Rimettersi in gioco. Diego Lopez Rodriguez da Paradela, Galizia, Spagna, sa cosa vuol dire. Per questo ha accettato la corte di Galliani per approdare al Milan dopo essere stato titolare nella porta dei campioni d’Europa in carica: quella del Real Madrid. Una decisione sofferta (anche per i tifosi) ma necessaria, visto il traffico di numeri 1 alla Casa Blanca ed alla voglia matta dell’ex Villareal e Siviglia di poter difendere con continuità e solidità una porta di grande livello. Il Milan, si sa, non è più quello di 7-8 anni fa, per non andare troppo lontano nel tempo, ma mantiene intatto il suo enorme fascino. Quindi quale vetrina migliore del club rossonero per rimettersi in discussione? Le aspettative da soddisfare sono tante, nel nostro Paese il portiere rappresenta sempre un ruolo delicato, sospeso tra l’esaltazione pura e la critica feroce. Ciò è quello che ha provato fin da subito il neo-portiere milanista.

Tutta la grinta dell'ex numero 1 del Real Madrid

Tutta la grinta dell’ex numero 1 del Real Madrid

AVVIO TURBOLENTO – Prima di campionato. La prima volta di Pippo Inzaghi ma anche del portiere iberico è contro la Lazio. La partita va alla grande, 3-1 per i rosso-neri nonostante i soliti patemi difensivi accusati nel finale, dove si rende protagonista proprio il numero 1 della formazione meneghina. Calcio di rigore per i bianco-celesti a tempo quasi scaduto, sul dischetto va Djordjevic ma Lopez replica neutralizzando il penalty. Un gesto importante che ha cancellato qualche incertezza nelle uscite. Ovviamente ecco già scorrere proclami di amore e stima verso il nuovo “salvatore della patria”, esaltato subito da stampa e tifosi. Passa solo una settimana ed ecco il Milan di scena a Parma nella prima trasferta stagionale. Partita pirotecnica e folle, con due difese impresentabili ed un Menez in formato uragano. Finisce 4-5, ma il fattaccio per il nostro Diego giunge a pochi minuti dal termine sul 3-5. Retropassaggio fin troppo avventato da parte di De Sciglio per un Diego Lopez tra i pali, il quale liscia clamorosamente la palla per il più comico degli autogol. Ma si capisce fin da subito che lo spagnolo non sta bene, in quanto si può notare subito un tocco dolorante alla coscia in occasione del colossale errore. Subito sostituito, l’ex Real lascia il campo per non vederlo più per un mese abbondante. Subito sul web ed in tv si sprecano i commenti denigratori e di scherno nei confronti del “guardameta” iberico, passato in una settimana da eroe a bidone gentilmente offerto da Florentino Perez, dimenticandosi così chiaramente delle ottime due annate disputate a Madrid. Si arriva addirittura a pensare ad una simulazione dell’infortunio per nascondere l’incredibile magagna di Parma. Insomma, non il più facile degli inizi per il nuovo arrivato

PAROLA D’ORDINE: RISCATTO – Ora, alla vigilia della delicatissima trasferta del Bentegodi contro l’Hellas Verona, Diego ha la possibilità di riscattarsi e di rispedire al mittente le numerose e fin troppo esagerate critiche. E’ l’occasione di dimostrare per l’ennesima volta  che una papera non definisce un portiere ma rappresenta solo un incidente di percorso. E’ l’occasione di dimostrare il perchè i tifosi madridisti hanno contestato il suo addio. E’ l’occasione di riprendersi e di non lasciare più la porta del Milan, estremamente bisognoso di un portiere autoritario e decisivo. E’ l’occasione di dimostrare che il Real Madrid ha fatto un errore cedendo un portiere di assoluto valore. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti ed è proprio il caso di dirlo, è tutto nelle mani di Diego Lopez.

Enrico Cunego

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