Antonio Casu
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Mazzarri si affida agli angeli: Kovacic e Guarin contro San Gennaro

La chiave tattica della rinascita dell'Inter passa dal centrocampo. Il tecnico toscano non trova il nuovo Hamsik

Mazzarri si affida agli angeli: Kovacic e Guarin contro San Gennaro
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Non è solo una questione di esterni, né di solidità difensiva o incisività in attacco: il futuro di Mazzarri e della sua Inter passa principalmente attraverso il centrocampo. La totale assenza di idee in mezzo al campo ha infranto il sogno nerazzurro, durato poche notti fantacalcistiche di mezza estate. Le risorse tecniche non mancano, ma è indispensabile schierarle nel modo giusto. La classe di Kovacic e lo strapotere fisico di Guarin potrebbero essere le soluzioni ideali per guarire l’Inter da molti malanni.

Marek Hamsik in rete contro lo Slovan Bratislava

Marek Hamsik, pupillo di Mazzarri ai tempi di Napoli

SOGNANDO IL NUOVO HAMSIK – Domenica arriverà a San Siro il Napoli, ex squadra di Mazzarri. È all’ombra del Vesuvio che il toscano ha costruito le sue fortune, sbiadite dalla mediocrità dei tempi grigi di Milano. Il tecnico ritroverà Marek Hamsik, faro del Napoli che fu. È grazie alle sue invenzioni, la sua cattiveria sotto porta e la capacità di unire centrocampo ad attacco che Mazzarri ha conquistato l’accesso in Champions League. Più dei vari Lavezzi, Cavani o Zuniga. All’Inter di oggi manca un interprete del genere, in grado di dare un’anima alla squadra. Trovarlo risolverebbe diversi problemi.

E SE FOSSE KOVACIC? – Qualora recuperasse dall’infortunio, sarebbe Kovacic ad interpretare quel ruolo. Dotato di mezzi tecnici da craque, il talentino croato ha dato fin qui ottimi segnali, ma non ha ancora la personalità giusta per prendersi la squadra sulle spalle nei momenti più difficili. Le prime uscite della seconda Inter di Mazzarri hanno sottolineato la sua difficile coesistenza con Hernanes. Schierare i due fantasisti in tandem implica togliere equilibrio al centrocampo e prestare il fianco ai contropiedi degli avversari. Affiancare a Kovacic un mediano puro ed una mezzala di contenimento (Medel e M’Vila), permetterebbe al numero dieci di essere slegato maggiormente da oneri difensivi (dannosi nel togliergli lucidità negli ultimi trenta metri). Hamsik è più efficace nell’interdizione e fisicamente più pronto a sostenere le due fasi, offre maggiore profondità nelle sortite offensive e minor inventiva nell’ultimo passaggio. Kovacic non è Hamsik, ma se inserito in un centrocampo più equilibrato può essere altrettanto decisivo.

E SE FOSSE GUARIN? – Il centrocampista dell’Inter che più si avvicina alle caratteristiche di Hamsik è Fredy Guarin. Il mediano colombiano, scarsamente tenuto in considerazione da Mazzarri, ha la struttura fisica e le caratteristiche tecniche per interpretare il ruolo che fu di Hamsik. L’eccessiva testardaggine e la scarsa propensione al gioco corale ne fanno però un giocatore discontinuo, incapace di esprimere appieno le potenzialità che possiede. In assenza di Kovacic, potrebbe essere proprio lui a sostituirlo, sia dal primo minuto che a partita in corso. Se decidesse di diventare finalmente grande ed esprimersi ai massimi livelli, Guarin sarebbe l’arma in più di Mazzarri, il grimaldello in grado di scardinare le difese avversarie e infondere nuova linfa al centrocampo dell’Inter. Risolvere questo enigma tattico è di vitale importanza. Se così non sarà, Hamsik rischierà di cambiare ruolo agli occhi del vecchio mentore: da pupillo a giustiziere. Quanto è difficile il rapporto tra ex

 

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