Davide Luciani
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Quagliarella-Di Natale, sfida del gol e del cuore

Quagliarella e Di Natale domenica saranno l'uno contro l'altro in Torino-Udinese, una sfida che non è solo il confronto tra due bomber, ma anche tra due amici

Quagliarella-Di Natale, sfida del gol e del cuore
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Fabio Quagliarella, è pronto alla sfida contro Di Natale

Fabio Quagliarella, è pronto alla sfida contro Di Natale

Fabio Quagliarella e Totò Di Natale si ritroveranno l’uno contro domenica in Torino-Udinese. Non è la prima volta che i due ex compagni di squadra si sfidano, ma potrebbe essere una delle ultime. Di Natale, infatti, pare intenzionato a ritirarsi a fine stagione. A 37 anni, il numero 10 friulano appenderà le scarpette al chiodo Prima però c’è un campionato da giocare e altri record da conquistare. L’Udinese in questo momento è lanciata in campionato, mentre il Torino è in difficoltà. Quagliarella e Di Natale sono i capocannonieri delle rispettive squadre. Per gli ex compagni di squadra, grandi amici, sarà una sfida nella sfida.

DUE ANNI DI GOL – Quagliarella e Di Natale hanno giocato insieme per sole due stagioni (2007/2008 e 2008/2009). L’allenatore era Pasquale Marino e in squadra c’erano Inler, D’Agostino e Pepe, solo per citarne alcuni. Nella prima stagione, Quagliarella e Di Natale misero insieme 29 reti in due su 48 totali della squadra (12 l’attuale attaccante granata e 17 Totò) che permisero alla squadra di chiudere il campionato al settimo posto e di qualificarsi per l’Europa League (grazie alla vittoria della Coppa Italia della Roma, qualificata in Champions), come l’altra finalista, l’Inter . L’anno dopo, le reti totali dei due sono 25 (13 Quagliarella, 12 Di Natale), anche a causa di un brutto infortunio accorso al capitano dei friulani. La squadra finisce ancora settima, ma questa volta non va in Europa League. Proprio nella competizione europea, quell’anno, la squadra fa un figurone, arrivando fino ai quarti di finale e venendo eliminato dal Werder Brema di Diego e Pizarro. In Europa League, Quagliarella segna 8 reti in 11 match portando il suo bottino stagionale a 21, il più alto mai raggiunto in carriera.

NAPOLI NEL CUORE – Dopo la stagione 2008/2009 Quagliarella lascia l’Udinese per approdare nella squadra della sua città, Napoli. Proprio Napoli è un’altra cosa che accomuna Quagliarella e Di Natale. Entrambi napoletani doc (anche se Quagliarella è nato a Castellamare di Stabia), l’attuale attaccante del Torino e il capitano dell’Udinese hanno il capoluogo campano nel cuore. La differenza tra i due sta che il numero 10 dell’Udinese non ha mai indossato la maglia azzurra, il 27 granata, come detto, vi ha giocato per una stagione dove ha messo a segno 11 reti in 34 presenze. L’avventura di Quagliarella al Napoli non si concluse bene, e il suo addio fu abbastanza polemico. Nonostante abbiano il Napoli nel cuore, quando si tratta di giocarci contro i due sanno far male. In due hanno rifilato 11 reti alla squadra della loro città (3 Quagliarella, 8 Di Natale), Totò, addirittura due triplette! Insomma: ok, il cuore, ma bisogna essere professionisti fino alla fine.

IL GRAN RIFIUTO E IL RITORNO – Un’altra storia di cuore accomuna i due e riguarda la Juventus. Di Natale fece scalpore quando nel 2010, rifiutò la Juventus pur di restare ad Udine. Quella decisione fece scalpore e tutt’ora se ne parla. Di Natale disse no ai milioni offerti dagli Agnelli per chiudere la sua carriera del club dei Pozzo. In seguito vi furono altri no (al Milan e al Guanzghou), ma quello rimane il no simbolo dell’attaccamento di Di Natale alla maglia dell’Udinese. Anche Quagliarella in estate ha fatto una scelta di cuore. Lui, che la maglia bianconera l’ha vestita per quattro anni, ha deciso di tornare nella squadra dove aveva iniziato a muovere i primi passi, il Torino. Per lui che, aveva dovuto lasciare i granata in seguito al fallimento della società, un ritorno nella squadra che per prima aveva creduto in lui. Domenica Quagliarella e Di Natale si ritroveranno l’uno di fronte all’altro in una sfida di gol e di cuore. Finora, in due, hanno messo a segno, rispettivamente, 3 e 4 gol. Al fischio iniziale si daranno battaglia in campo per cercare di battersi, poi si saluteranno da veri amici, perchè sono veri bomber, ma, soprattutto, grandi uomini.

Davide Luciani

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