Modestino Picariello
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Le bugie hanno le gambe corte e la maglia dell’Under 21

Tutti i luoghi comuni smentiti dalla cavalcata dell'Under 21 verso Euro 2016. Chi denigra lo fa solo per il confronto impietoso con la nazionale maggiore

Le bugie hanno le gambe corte e la maglia dell’Under 21
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L’Under 21 si è qualificata a Euro 2015: non importa come, l’importante è che ce l’ha fatta. Anzi no, c’è un come che importa: quello relatico a parecchi luoghi comuni che da tempo la nostra nazionale si porta appresso. Tutti smentiti dall’ultima informata. Non ci credete? Venite con me.

 

Gigi Di Biagio è CT dell'Under 21 dell'Italia dal 2 luglio 2013

Gigi Di Biagio è CT dell’Under 21 dell’Italia dal 2 luglio 2013

Provate a ricordare ciò che si dice generalmente riguardo il rapporto tra l’Italia e i giovani e preparatevi a dimenticarlo. Quella di Di Biagio non è la più bella delle Under 21, ma forse la più indpendente da tutti i parametri di riferimento. Andiamo a scoprirli.

Luogo comune numero 1: l’Italia non punta sui giovani e se ne vedono sempre meno. Falso! Sette undicesimi della squadra che ha vinto contro la Slovacchia sono titolari in serie A. A parte il super-attacco, su cui poi torneremo, e il portiere, ricordiamo Zappacosta, Baselli e Rugani, tutti titolari

Luogo comune numero 2: dobbiamo prendere esempio dalle big europee. Bene, andiamo a vedere: mmmhhh, non le trovo, non le trovo, non le trovo…….. Ah, ecco perché! Ovvio, non sono neanche riuscite a qualificarsi. E stiamo parlando di quelli che sono definiti tra i migliori movimenti giovanili del mondo. L’Italia Under 21 invece c’è e, se escludiamo il ritorno, con pieno merito.

Luogo comune numero 3: l’Under 21 gioca meglio dei suoi “fratelli maggiori”. Beh, questo era generalmente vero, ma anche stavolta è falso: si spera che Di Biagio sia l’eccezione che conferma la regola ma abbiamo una nazionale di qualità altissima (basterebbe citare le 3 B dell’attacco: Bernardeschi, Belotti, Berardi, un mix impazzito dove chiunque può trovare la giocata) che però manca di mordente e di un’identità precisa. Capace di non riuscire a chiudere con la Slovacchia la gara d’andata (dove, se avessimo vinto anche soltanto 4-1, il risultato ci sarebbe andato stretto) e di rischiare di affondare in vantaggio di 2 gol e un uomo, non è l’Italia che deve arrivare agli Europei. I nervi saldi e la concentrazione saranno fondamentali.

Luogo comune numero 4: last but not the least: la qualità tecnica delle nostra nazionale scenderà sempre di più perché ci sono sempre meno italiani in serie A. Se questo è vero per le grandi squadre, è falso per una nazionale che potrà giovare di parecchi elementi della nostra Under. Facendo gli ottimisti, in attacco siamo a posto davvero per parecchi anni, in porta gli eredi di Buffon si scazzottano giustamente perché sono uno più bravo dell’altro e, se dimenticassimo un attimo Verratti, che ha ancora tutto da dimostrare sul come si è leader di una squadra, abbiamo un centrocampo giovanissimo fatto tutto da gente con personalità e piedi fini. Sorrisi giovani e azzurri: l’Under 21 ha tutto per farci sognare.

 

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