Orazio Rotunno
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Italia-Slovacchia, la madre di tutte le vergogne

Basta, la farsa deve finire: chi non è per la moviola in campo non ama il calcio, non è dalla parte della giustizia. Oggi siamo tutti un po' slovacchi

Italia-Slovacchia, la madre di tutte le vergogne
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Oggi siamo tutti un po’ della Slovacchia, ma nessuno vorrebbe esserlo per davvero. Immaginate se fosse successo a noi, ad un paese del così detto G8 del calcio: non ad un Under 21 qualsiasi o magari in Juventus-Roma (tanto per citarne una). Non si parlerebbe di altro per giorni e forse settimane, si aprirebbero dibattiti parlamentari, interverrebbero quegli ottusi di Blatter e Platini, Allegri forse ripenserebbe a quel suo “la moviola farebbe solo danni“. Oggi, di danni, ne subisce le conseguenze una Nazionale a cui non frega a nessuno, ma che non andrà all’Europeo per colpa di un passo in giacchetta coadiuvato da un altrettanto folle guardalinee: se la legge è uguale per tutti, chie sia ora di dimostrarlo. Certi che anche dopo questa vergogna nulla cambierà.

OGGI SIAMO TUTTI DELLA SLOVACCHIA – Venivamo dall”umiliante accoppiata Azerbaijan-Malta, non da meno è stata Italia-Slovacchia dell’Under 21. In campo con gente quale Berardi, Bernardeschi, Belotti, Longo e Baselli, siamo stati capaci di esser sbattuti fuori dall’Europeo. Virtualmente parlando, s’intende: perchè è quello che ci meritavamo, ed è quello che avevamo procurato: un rigore legittimamente guadagnato dagli avversari che avevano la grande chance di andare sul 2-2 e non solo. Il fallo di Bianchetti interrompeva una chiarissima occasione da gol, l’espulsione sarebbe stata sacrosanta a norma di regolamento: si sarebbe ripristinata la parità numerica. E già, perchè oltre tutto questo scellerato delirio, la Nazionale di Di Biagio era anche in superiorità numerica, capace di subire il 2-1 e salvarsi dal 2-2 solo per grazia ricevuta. Mai più di ieri sarebbe adatto il termine “azzurrini“, piccoli piccoli dinnanzi ad una squadra mediocre ma dal gran cuore e vittima di un’ingiustizia di cui beneficeranno una banda di montati già convinti di essere superstar. La partita finisce in rissa, McLean tenta una disperata e stupida compensazione evitando due rossi lampanti per una gomitata e calcione da tergo degli slovacchi: al peggio non c’è mai fine. La cosa più clamorosa, al di là dell’incredibile fallo evidenziato dall’immagine in copertina, McLean la combina dopo aver assegnato il rigore: si consulta col guardalinee, il quale aveva davanti a se la visuale totalmente libera con a due metri lo scontro evidentissimo, optando per il calcio d’angolo anzichè la massima punizione. Corner? Con la gambia di Bianchetti distante 2 metri dal pallone? Due sono le cose: o il difensore scuola Inter si è reincarnato per un attimo nell’ispettore Gadget, o qui siamo di fronte al più grande scempio arbitrale della storia del calcio.

La Slovacchia torna mestamente a casa, dove oggi ci riempiono di insulti e gridano giustamente allo scandalo su tutti i media: noi andiamo agli Europei immeritatamente, ma qualcuno dopo ieri si faccia avanti se ancora ha il coraggio di sostenere la tesi per cui “la moviola non serve, provoca solo danni“. Perchè peggio di così, sinceramente, non si può andare.

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One Response to Italia-Slovacchia, la madre di tutte le vergogne

  1. Cristiano 15 ottobre 2014 at 13:58

    Questo rigore è talmente netto che lo avrebbe visto anche un cieco con gli occhi bendati in una stanza buia, ma la moviola in campo è inapplicabile in uno sport come il calcio dove non esistono pause programmate. E quand’anche venisse introdotta, le immagini (peraltro non sempre chiare) sarebbero comunque valutate da un arbitro, che qualora fosse corrotto non ci metterebbe niente a interpretarle a modo suo. Più che invocare aiuti tecnologici bisognerebbe domandarsi cosa stava guardando il guardalinee di Italia-Slovacchia e come abbia potuto Mc Lean infierire sugli slovacchi ignorando non solo il regolamento ma anche ogni minima traccia di buonsenso.

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