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Au revoir Verrattì! Va al Psg. Accordo col Pescara per 14 milioni

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PARIGI, 5 LUGLIO – L’Italia perde l’Europeo, e Marco Verratti, uno dei talenti migliori del nostro calcio. Da Pescara a Parigi, sponda Psg, impensabile fino a pochi anni fa, quando le “nostre” facevano incetta di campioni all’estero, e trasformavano in bandiere i prodotti nostrani. Fa molta tristezza veder scappare un 20enne neanche esordente in serie A, pre-convocato agli Europei ed ora emigrato in Francia, in un campionato minore come la Ligue 1, ma in una società ricca quale il Psg.

TRATTATIVA LAMPO, OFFERTA IRRINUNCIABILE – Tutto in una notte.  Il ds del Pescara, Daniele Delli Carri, e il manager del giocatore, Donato Di Campli, sono volati a Parigi ieri sera per raggiungere la sede della squadra parigina, ad attenderli il dg Leonardo, incaricato da Ancelotti di portare sotto la Tour Eiffel il “nuovo Pirlo”. A qualunque costo. L’ex alenatore dell’Inter sembra averlo preso alla lettera, l’offerta è di quelle impossibili da rifiutare: 12 milioni di euro subito, più altri 2 di bonus. Cifre che una città ed una società come Pescara non può rifiutare, anche se vorrà dire rinunciare da subito al talento di casa, al contrario di quanto era stato proposto da Napoli e Juve. Un prezzo che potrebbe essere anche esiguo, se confrontato con le prospettive che circondano il ragazzo; ma la volontà del giocatore di affacciarsi da subito al calcio che conta, giocare la Champions League ed allenarsi con grandi campioni ed un grande allenatore, hanno rappresentato una tentazione troppo forte, anche più della possibilità di esordire in A con la maglia dela propria città. Senza considerare il contratto offerto, faraonico per quanto guadagnava prima, e per l’età del ragazzo: un quinquennale da 1,5 milioni di euro l’anno.

L’Italia si arrende di nuovo agli sceicchi, il calcio subisce un’ulteriore crepa ad uno squilibrio venutosi a creare ormai dal 2003, quando l’arrivo del magnate Abramovich aprì le danze per una serie di emiri e petrolieri divertiti dal loro nuovo passatempo, il calcio appunto. E sarebbe curioso chiedere al francese Platini, come pensa il Psg di rientrare nel fair-play finanziario, annunciato entro il 2014. Intanto noi perdiamo i pezzi, ci inchiniamo ai milioni, limitandoci ad osservare Verratti dalla tv, lontano dai nostri stadi e dai nostri sogni. Per fortuna nessuno potrà mai comprare la nostra passione, e il nostro orgoglio: in finale agli Europei, a fare da spalla alla Spagna mentre scriveva la storia ed il suo nome nella leggenda, c’eravamo noi.

Au revoir, Verrattì!

Orazio Rotunno

 

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