Giuseppe Folchini
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PD e M5S si coccolano il loro gatto di Schrödinger

Dal Jobs act al Circo Massimo. Gli universi paralleli di Matteo Renzi Beppe Grillo

PD e M5S si coccolano il loro gatto di Schrödinger
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Renzi e Grillo universi paralleli, vivi e morti come il gatto di Schrödinger

Renzi e Grillo universi paralleli, vivi e morti come il gatto di Schrödinger

CONTENITORI VUOTI- Come nella scena finale di un film, in dissolvenza si sovrappongono le polemiche sull’approvazione-sofferta- al Senato del Jobs act, mentre prende il via la kermesse del Movimento Cinque Stelle  al Circo Massimo in Roma. Due momenti della vita politica italiana, che esaltano i contenitori senza contenuto: esaltazione dei vivi che possono essere morti, e viceversa, esattamente come il gatto di Schrödinger

DUE UOMINI SOLI AL COMANDO– Il Jobs Act è un assegno in bianco, che Matteo Renzi pretende dalla maggioranza. Un voto sul nulla in cui il governo, sostanzialmente, potrà elaborare qualsiasi testo sul lavoro, senza discussione.  La stessa fiducia che Beppe Grillo invoca dagli attivisti e simpatizzanti. Non disturbare il manovratore,  la linea guida che accumuna Renzinator con I’m only megaphone. Per il bene supremo della “ggente”, dei cittadini.  Renzi e Grillo universi paralleli, vivi e morti come il gatto di Schrödinger . Poco inclini ad  ascoltare le critiche, intrisi di verità tascabili. Chi per portare un compitino svolto, al consesso europeo e farsi dare un  bacetto dalla Merkel, chi per mantenere appetibile il valore di un brand che fa incassare introiti pubblicitari sul web.

INCAPACI DI ASCOLTO- Così il premier prosegue, invischiandosi in un pantano, nella guerra all articolo 18. Non importa che economisti vicini a Biagi e Sacconi- quindi tutt’ altro che estremisti- abbiano dichiarato che è una perdita di tempo. Non ci sarà nessun aumento di occupati, se non si metterà mano al costo del lavoro. Così Beppe, per rinfocolare l’entusiasmo perduto dei pentastellati, torna sul vecchio cavallo di battaglia del referendum per uscire dall’euro. Non importa che, chiunque abbia studiato diritto costituzionale alle superiori, sa che i trattati internazionali non possono essere oggetto di quesiti referendari. Quindi al massimo si farà un bel sondaggio senza verifiche reali, come con il paradosso del gatto di Schrodinger

LA FINANZA CREATIVA- Entrambi sostenitori di una certa finanza creativa. 80 euro che entrano dalla porta uscendo dalla finestra con le imposte ai massimi storici, anticipi sul TFR che ridurrebbero sul lastrico le piccole imprese, aumentando le aliquote dei lavoratori. Grillo è più semplice, liquida tutto con un “..i soldi si trovano”, un vero ottimista. Come lo è su i numeri dell’affluenza al Circo Massimo, passando dai  4mila dichiarati dagli organizzatori, ai 40mila  dichiarati lui. Siamo alla  moltiplicazione miracolosa. Ma i numeri non importano, si tratta sempre di contenuti. Sono sempre quelli triti e ritriti del tutti a casa o insultare la stampa, rea di riprendere le sciocchezze  postate sui social dai parlamentari grillini.

I DISSIDENTI-  In Emilia Romagna, si svolgeranno le elezioni regionali ed il programma elettorale del M5S è ancora fermo al 2010. Ma chi lo denuncia- consigliere comunale del Movimento- è dissidente, è un provocatore. Manca trasparenza e allora attivisti sul palco con uno striscione Occupypalco ,trattati come stracci. Lo stesso trattamento riservato da Renzi ai “suoi” dissidenti.
Perché  fino a quando i parlamentari sono gli “altri”, esercitano un libero mandato; se sono del Pd, allora sono traditori che fanno sceneggiate. Nel crepuscolo italiano ci sono solo scatole vuote o..rotte ma quella è un altra storia.

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