Enrico Cunego
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Sebastian Giovinco, la storia di un campione sottovalutato

Nonostante alla Juventus non riesca a trovare spazio, ieri sera da subentrato Giovinco si è reso estremamente decisivo. Storia di un campione sottovalutato

Sebastian Giovinco, la storia di un campione sottovalutato
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Fatica sempre a trovare un proprio spazio e vede la titolarità come un miraggio, ma quando gioca si fa sempre notare. Stiamo parlando di Sebastian Giovinco, tra i protagonisti assoluti della vittoria di ieri sera contro l’Azerbaijan. Entrato al 77′, in soli 16 minuti è riuscito a confezionare il perfetto assist per la testa ed il gol decisivo di Giorgio Chiellini, sfiorando poi nel recupero la rete con un meraviglioso destro stampatosi sulla traversa. Il suo ingresso in campo ha dato una vera e propria sterzata ad una gara che pareva essere clamorosamente in bilico dopo l’autogol di Chiellini. L’ennesima buona prova nella carriera del talento di Beinasco, che però fatica ormai da 3 anni a trovare una titolarità fissa, chiuso com’è dai vari Tevez e Llorente e mai veramente amato dal pubblico dello Juventus Stadium. Ma il talento non gli è mai mancato è Conte lo sa bene, per questo lo ha convocato nonostante una sola presenza in campionato. E ieri ne è arrivata la dimostrazione: la “Formica Atomica” può essere decisiva in qualsiasi momento.

Primo goal in nazionale per la formica atomica, decisivo per la vittoria dell'Italia

Il primo gol di Giovinco in Nazionale

UNA CARRIERA COMPLICATA – Cresciuto nel settore giovanile della Juve, dove ha compiuto tutta la trafila dai pulcini alla Prima squadra, Sebastian esordisce con i più grandi il 12 maggio 2007. Siamo in Serie B, la partita è Juventus-Bologna 3-1, una delle ultime del calvario bianco-nero in serie cadetta. Entrato nel finale di gara, “quel piccoletto” si rende subito protagonista con un grande assist per la rete finale di Trezeguet e con tante ottime giocate che catturano subito l’attenzione di tutti gli appassionati. L’anno dopo passa in prestito all’Empoli di Gigi Cagni, confermandosi come il miglior giocatore della squadra toscana con 6 centri in 35 gare. Purtroppo questi numeri non bastano a salvare l’Empoli, che retrocede all’ultima giornata. Ma per Giovinco le notizie sono grandiose: la Juve è entusiasta del suo rendimento e a fine stagione dedice di riportarlo alla base. Ma sul più bello iniziano i problemi: ne Ranieri ne Ferrara e nemmeno Zaccheroni ripongono fiducia nel folletto torinese, che gioca appena 34 gare in 2 stagioni, segnando solo 3 gol e finendo regolarmente in panchina. Tutto ciò scatena la rabbia dell’ex Empoli, che in’intervista a Tuttosport si sfoga chiedendo di essere ceduto per non ammuffire in panchina. Viene così ceduto in prestito con diritto di riscatto al Parma. Con gli emiliani è la definitiva esplosione della Formica Atomica, che diventa micidiale e leader assoluto dei gialloblu. 7 gol nella prima stagione, addirittura 15 nella seconda, laureandosi capocannoniere della squadra e divenendo idolo del pubblico del Tardini. Risultati straordinari che gli valgono la convocazione in nazionale da parte di Cesare Prandelli. La Juventus a questo punto non sta a guardare e decide di riprendersi il giocatore. Il prezzo però è alto: per riscattare la seconda metà del giocatore vengono versati 11 milioni di euro nelle casse parmigiane. Nella stagione 2012/2013 riesce finalmente a trovare regolarità con la maglia bianco-nera: 31 presenze e 7 reti. Ma il pubblico juventino non è assolutamente soddisfatto: spesso Giovinco si intestardisce in giocate troppo complicate che irritano i tifosi, sempre pronti a fischiarlo nelle giornate storte. Gli acquisti di Tevez e Llorente alla viglilia della stagione 2013/2014 ne compromettono definitivamente la titolarità. Appena 17 presenze e 2 reti in campionato, poche possibilità per poter brillare e rassegnazione alla panchina. Tutto ciò gli fa perdere il treno per il mondiale, una vera beffa per lui che aveva disputato Europeo e Confederations Cup dei due anni precedenti.

UNA NUOVA SPERANZA – Ma col nuovo corso di Conte sulla panchina azzurra per Giovinco le porte della nazionale si sono riaperte. Viene convocato sia per le sfide con Olanda e Norvegia, sia per le gare con Azerbaijan e Malta. Ciò dimostra la fiducia dell’ex allenatore bianconero, che nonostante lo impiegasse poco col club e ben consapevole dei lampi di genio del piccolo fantasista. Mossa azzeccata mandarlo in campo con gli azeri, proprio una sua invenzione ha deciso la gara. La speranza è che con Max Allegri e con lo scarso periodo di forma di Llorente ci possano essere più possibilità di vederlo in campo con la maglia bianco-nera, mentre in nazionale può sempre contare su un suo grande estimatore. Buona fortuna Sebastian!

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