Vincenzo Galdieri

Cavani, l’escalation di un fenomeno: seconda punta a chi?

Cavani, l’escalation di un fenomeno: seconda punta a chi?
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Edinson Cavani

NAPOLI, 24 MARZO – C’era una volta Maradona. Per almeno un ventennio i tifosi del Napoli non hanno avuto occhi che per il Pibe de oro, l’unico giocatore in grado di suscitargli emozioni forti, passione, entusiasmo all’ennesima potenza. Idolo impareggiabile per classe, carisma, e quell’aria da scugnizzo sudamericano che lo ha sempre contraddistinto avvicinandolo ancor di più al popolo che lo ha sempre amato e  tutt’ora lo idolatra. L’icona di Diego è rimasta intatta nel tempo, l’affetto dei napoletani nei suoi confronti è immutato ed il ricordo indelebile. Fino a qui nulla di nuovo: assolutamente impossibile dimenticarsi di uno come lui, Napoli rimarrà sempre fiera di essersi goduta gli anni migliori di quello che a tutt’oggi viene considerato il giocatore più forte della storia del calcio. La novità è un’altra: nessuno se lo sarebbe mai immaginato, ma adesso all’ombra del Vesuvio gioca un ragazzo di cui tutti vanno pazzi, talmente pazzi che l’amore per lui è addirittura lontanamente paragonabile a quello provato per Sua Maestà Maradona. Con questo fenomeno alla guida dell’attacco Napoli rivive gli anni d’oro del Pibe e sogna di tornare grande protagonista in Italia e in Europa. Dietro le spalle porta il numero 7, ma tutto il San Paolo lo considera ormai il Numero Uno in assoluto. Il suo nome è Edinson Cavani, ha 25 anni ed è uno degli attaccanti più forti del mondo.

PALERMO, 29 GENNAIO 2007 – Comincia un freddo giorno invernale di 5 anni fa la storia calcistica di Cavani nel nostro paese. Il ragazzo, al tempo nemmeno ventenne, viene notato dall’entourage di Maurizio Zamparini, che lo preleva dal Danubio – Uruguay, sua terra natia – strappandolo alla concorrenza di vari club. L’esordio di Edi in Serie A è da predestinato: l’11 marzo segna un gol da cineteca alla Fiorentina e si capisce subito che non si tratta di un giocatore qualunque. Cavani si ripete nella gara dopo con la Sampdoria, gioca altre 5 partite e poi s’infortuna chiudendo la stagione in anticipo. Il suo talento è cristallino ed in estate il presidente rosanero resiste all’assalto dei grandi club, pronti già ad offrigli il doppio della cifra – 5 milioni – da lui spesa soltanto pochi mesi prima.

GLI ANNI DI PALERMO: GOL ED EQUIVOCI TATTICI – Cavani non ci mette molto ad entrare nelle grazie dei tifosi siculi, che gli dimostrano sin da subito il loro affetto. Lo stesso Zamparini se lo coccola e non perde occasione per decantarne le qualità, conscio di avere per le mani un autentico gioiello. Nella seconda stagione in Sicilia però El Matador non riesce a ripetere quanto di buono aveva fatto vedere all’esordio: a maggio saranno soltanto 5 le reti in campionato, a fronte di ben 33 presenze. Rimane in rosa altri 2 anni, nei quali segnerà complessivamente 27 reti. Il problema principale è questo: gli allenatori che si susseguono sulla panchina rosanero non riescono a sfruttarne il reale potenziale. L’uruguagio rimane vittima di un eterno equivoco tattico: viene considerato una seconda punta, al massimo un esterno offensivo. Insomma, nessuno riesce a capire che se venisse schierato da centravanti puro il suo gioco ne guadagnerebbe in maniera esponenziale. O meglio, non se ne accorge quasi nessuno: a Napoli Aurelio De Laurentiis e Walter Mazzarri decidono di comune accordo di lanciare l’assalto a Cavani, convinti che il suo acquisto possa riverlarsi un vero e proprio craque. Il produttore cinematografico, maestro in tema di colpi di scena, un bel giorno si presenta alla porta di Zamparini con un’offerta quantificabile in 16,5 milioni di euro. Il patron rosanero tentenna, ma poi decide di mollare l’osso.

LA SVOLTA: CAVANI FA SOGNARE NAPOLI – Il 22 luglio 2010 viene ufficializzato il passaggio di Edinson Cavani al Napoli. E’ l’inizio di un’era sfavillante. L’allenatore Mazzarri mette subito a segno una mossa considerata azzardata da molti addetti ai lavori, ed accolta invece con immenso favore dai più arguti osservatori delle potenzialità del Matador. Cavani a Napoli è al centro del progetto, ma soprattutto al centro dell’attacco. Da presunta seconda punta si trasforma in centravanti puro, e comincia a regalare prove mirabolanti ai tifosi partenopei. L’intesa con Hamsik e Lavezzi è sublime, Edi ne giova e si scatena realizzando grappoli di gol. Non importa quale squadra ci sia davanti, nè tantomeno quale competizione il Napoli sia chiamato ad affrontare: tanto segna sempre lui. Sette reti in Europa League – dove gli azzurri vengono eliminati ai sedicesimi dal Villareal – ed altre 26 in campionato: record assoluto per un giocatore del Napoli, nemmeno Maradona era arrivato a tanto. Il  totale è di 33 gol stagionali: e pensare che in quattro anni a Palermo ne aveva segnati ‘soltanto’ 37. Cavani non risparmia nessuno, ma quel che gli piace di più è mietere vittime illustri. La tripletta realizzata contro la Juventus ad esempio è un pezzo da collezione. E non è l’unica, perchè l’hat-trick inflitto ai bianconeri si va ad aggiungere ai tris rifilati ad Utrecht e Sampdoria. 33 gol, 3 triplette. Tanto per rimanere in tema, il Napoli arriva terzo in campionato e si riaffaccia alla Champions League: per le strade del capoluogo campano è tripudio.

LA STAGIONE DELLA DEFINITIVA CONSACRAZIONE – Cavani conclude un’annata straordinaria. Ma si sa, la cosa più difficile non è arrivare in cima, bensi rimanerci. Gli scettici cronici ed i detrattori del Matador si affrettano subito a parlare di “Grande stagione, probabilmente irripetibile”. Il problema è che proprio qua si sbagliano. Edinson riparte col motore tutt’altro che ingolfato, e viaggia a tremila all’ora sin dall’inizio della nuova stagione. L’uruguagio è un moto perpetuo, fa un gol all’esordio in Champions nel pari col Manchester City, poi in campionato stende il Milan con un’altra tripletta da urlo, saluta tutti e si porta a casa il pallone. E non è finita qui, perchè Cavani continua imperterrito a segnare, a chiunque ed ovunque. Contro il Villareal, l’Inter, ma soprattutto di nuovo il City: nella partita della vita, quella che di fatto porta il Napoli agli ottavi, si mangia ancora una volta i paperoni inglesi realizzando una doppietta d’autore. Replicherà poco più tardi in Coppa Italia stordendo l’Inter con altri due gol. Segna anche al Chelsea nel 3-1 dell’andata-ottavi di Champions League, ma la squadra di Mazzarri viene purtroppo eliminata al ritorno da un’eccelsa prova degli inglesi, che trionfano ai supplementari. Le imprese più recenti risalgono a qualche giorno fa. Prima una doppietta all’Udinese nella sfida decisiva per il terzo posto (2-2), poi un’altra rete contro il Siena che porta il Napoli in finale di Coppa Italia. Le marcature ad oggi sono 27, e la stagione è tutt’altro che finita.

Lui, Edinson, dà l’impressione di essere infinito. Un giocatore davvero eccezionale, attualmente di certo tra i 10 attaccanti migliori al mondo. Se dovesse continuare cosi’, presto potrebbe entrare a far parte della Top 5. Peccato soltanto che esistano quei mostri di Messi  e Cristiano Ronaldo, altrimenti El Matador sarebbe potenzialmente da Pallone d’oro. E dire che qualcuno si ostinava a considerarlo una seconda punta…

Vincenzo Galdieri

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