Jacopo Bertone
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Calcio: la top 5 dei più grandi voltagabbana della storia

SportCafe24 ha riunito per voi i 5 "traditori" più clamorosi della storia del calcio, un quintetto tanto infedele quanto vincente

Calcio: la top 5 dei più grandi voltagabbana della storia
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Luis Figo: il suo passaggio dal Barcellona al Real Madrid è tra i più controversi della storia del calcio

Luis Figo: il suo passaggio dal Barcellona al Real Madrid è tra i più controversi della storia del calcio

Nel mondo del calcio, ormai, le bandiere non esistono più salvo clamorose eccezioni: cambiare squadra è ormai abitudine diffusa tra i calciatori i quali, novelli Giuda, tradiscono ideali a un ritmo sempre più insostenibile per chi ancora considera (scioccamente?) il football come una genuina metafora della vita. La redazione ha identificato i 5 profili ideali di chi nella vita è stato idolo e, in un batter di ciglia, è divenuto traditore.

FABIO CAPELLO – “Mai alla Juventus” tuonò Fabio Capello in una focosa conferenza stampa in quel di Trigoria, durante il periodo trascorso sulla panchina giallorossa. Pochi mesi più tardi ecco che scorgiamo i marmorei lineamenti del tecnico goriziano accanto a Luciano Moggi, in occasione della presentazione ufficiale del nuovo tecnico…della Juventus! Dopo lo scoppio di Calciopoli, ecco che arriva la telefonata del Real Madrid e Don Fabio se ne va. Sob!. Già da calciatore, per altro, il classe ’46 era passato dalla Capitale al capoluogo piemontese, per altro giocando successivamente altri 4 anni al Milan, con polemiche a ogni suo trasferimento: disciplina ferrea e professionismo incrollabile per i suoi calciatori…ma a lui chi ci pensa?

ROBERTO BAGGIO – In occasione del passaggio del “divin codino” dalla Fiorentina alla Juventus, per qualche giorno la città sembrò essere tornata ai tempi di Dante, con “Guelfi” e “Ghibellini” intenti a girare per le strade a fare disastri e combattendo tra loro. Va detto, Baggio non avrebbe mai voluto andare a Torino, ma alla fine qualcuno lo convinse e quello fu solo il primo di una serie di trasferimenti chiacchierati dietro i quali si nascondevano spesso litigi con gli allenatori o dissapori con la tifoseria: buddhista si, ma fedele…?

MARIO GOTZE – L’uomo che ha deciso il Mondiale brasiliano ha giocato a calcio per il Borussia Dortmund sostanzialmente da quando è stato in grado di reggersi in piedi. E’ stato il simbolo del programma di sviluppo del calcio tedesco, iniziando la sua formazione da bambino e proseguendola fino all’età adulta sempre nello stesso club, monitorato e coccolato come un principe. Poi? poi è arrivato il Bayern e se l’è portato in Baviera, senza complimenti; Mario era l’idolo della tifoseria giallonera, il simbolo del calcio intelligente e spumeggiante di Jurgen Klopp, ma non ci ha pensato due volte a tradire la causa: come dire, il calciatore c’è, l’uomo un po’ meno…

LUIS FIGO – Se giuri fedeltà alla maglia del Barcellona e poi passi come un clandestino al Real Madrid devi aspettarti l’inaspettato quando torni al Camp Nou: in occasione della sua prima partita da avversario nelle Ramblas, al portoghese venne pacatamente scagliata una testa di maiale quando questi si presentò alla bandierina per battere un calcio d’angolo. Per carità, il gesto è da condannare, ma l’ex Sporting Lisbona le aveva proprio fatte tutte per farsi odiare dall’intera città catalana!

ZLATAN IBRAHIMOVIC – Eccolo qua, basterebbe la scaletta della sua carriera nel calcio per completare questo articolo, proviamo a riassumerla: va alla Juventus e dice di essere arrivato nel miglior club del mondo, si trasferisce all’Inter e dichiara di essere tifoso nerazzurro fin da bambino, alla presentazione del suo arrivo al Barcellona bacia la maglia blaugrana, giunto al Milan fa sapere di voler rimanere in rossonero fino a fine carriera e infine, acquistato dal PSG, ha tuonato :” il progetto parigino è il migliore del mondo, questa sarà la mia ultima squadra, lo giuro”. Spesso i tifosi avversari lo chiamano “zingaro”, con un evidente tono dispregiativo, ma come si può non rilevare che la frequenza dei suoi spostamenti è sicuramente simile a quella della cultura gitana!?

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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