Luca Porfido
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Barcellona: un occhio al futuro e a Gabbiadini

Il club blaugrana, che ha il blocco del mercato fino al 2016, comincia a guardarsi intorno visionando possibili talenti, tra i quali anche Gabbiadini

Barcellona: un occhio al futuro e a Gabbiadini
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Il Barcellona è una delle squadre che più persegue la via dei giovani calciatori, non solo con la famosa cantera, ma anche buttando un occhio ai campionati esteri.

MERCATO 2016 – Anche se il blocco della Fifa sul mercato blaugrana dovrebbe durare fino al 2016 (per i problemi avuti dal club spagnolo riguardo il tesseramento di giovani calciatori), i catalani si guardano intorno, e pianificano la strategia da attuare in futuro. Tanti i giovani sulla lista della spesa, che saranno logicamente osservati speciali, tra i quali Ben Yedder, centrocampista di 24 anni del Tolosa, Viktor Fischer, ventenne attaccante dell’Ajax, Wallyson Teixeira Mallmann, anche lui 20 anni e trequartista dello Sporting CP, e l’italiano Manolo Gabbiadini. Il quotidiano Sport descrive l’attaccante italiano come: “in grado di giocare su entrambe le fasce, dotato di un tiro micidiale e assai difficile da marcare per la sua grande mobilità”. Un giocatore ideale, insomma, per il gioco del Barcellona. Il tutto resta logicamente ancora da vedere, anche se le ultime stagioni sono forse state le migliori da un punto di vista del rendimento: in 38 presenze con la maglia della Sampdoria, Gabbiadini ha segnato 11 reti. Ottimo bagaglio, quindi, per il 22enne attaccante che, per essere finito sulla lista dei catalani, deve pur aver manifestato delle qualità.

Se nessun club italiano deciderà di investire su di lui, avendo tempo almeno fino al 2016, Gabbiadini potrebbe rappresentare l’ennesimo talento che decide di andare via dall’Italia, dove il campionato non è purtroppo ricco di grandi campioni ma soprattutto di grandi promesse. Il Barcellona può ancora stare tranquillo li davanti, dato che può presentare in attacco nomi come Neymar, Pedro, Messi e Luis Suárez, ma la pianificazione è uno degli aspetti che contraddistingue i grandi club dagli altri, cosa che molte società di Serie A dovrebbero forse cominciare a imparare.

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