Jacopo Bertone
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Miami Heat: Lebron se n’è andato e non torna più, che faranno Bosh, Wade e Spoelstra senza lui?

La squadra della Florida, orfana del Prescelto, deve fare i conti con una stagione difficile ma non priva di note positive, dove possono arrivare questi Heat?

Miami Heat: Lebron se n’è andato e non torna più, che faranno Bosh, Wade e Spoelstra senza lui?
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Eric Spoelstra, 2 volte campione Nba con i Miami Heat

Eric Spoelstra, 2 volte campione Nba con i Miami Heat

E’ andata così: il re ha abdicato, lasciando il suo regno in mano a due principini, che per altro sarebbero due signori giocatori ma non ha importanza perchè ad essersene andato è il più grande cestista degli ultimi 10 anni e il contraccolpo psicologico e tecnico che hanno subito gli Heat è stato terribile, tuttavia il Gordon Gekko della Nba, Pat Riley, è un osso duro ed è riuscito a mettere insieme un roster di tutto rispetto: basterà?

AZIONE… – L’addio di James priva Miami del perno del proprio sistema, colui che accendeva la luce in attacco e annullava gli avversari in difesa, una presenza tanto decisiva quanto ingombrante se è vero come è vero che per far spazio a lui Wade ha dovuto dimenticarsi per 4 anni di essere sostanzialmente il padrone della città e Bosh ha messo da parte il proprio infinito ego. Non solo, perchè insieme a James se ne sono andati via Jones (un gregario, ma fondamentale per l’equilibrio dello spogliatoio) e Allen (il miglior tiratore da tre punti della storia), due pedine importanti la cui perdita necessita di un ricambio all’altezza. Per qualche giorno la dirigenza dei 3 volte campioni Nba è stata sostanzialmente in lutto, Riley ha ammesso più volte che non si aspettava nella maniera più assoluta un cambiamento simile, ma la cultura dei Miami Heat è strettamente legata all’ambito militare :“Next man up”, si devono essere detti il proprietario Harison e l’ex coach dei Knicks, che hanno preso atto dei fatti e si sono rimboccati le maniche in sede di mercato, con risultati (sulla carta) rimarchevoli.

…REAZIONE – Con un quinquennale da ben 118 milioni di dollari, gli Heat hanno rimesso sotto contratto Chris Bosh, anche lui free agent, il quale sarà chiamato a dimostrare di essere ancora in grado di essere la punta di diamante di una squadra Nba, dopo diversi anni passati a fare il terzo, di lusso, ma pur sempre il terzo. Non solo: sostituire Lebron è impossibile, ma se non altro Riley è riuscito a portare in Florida la miglior ala piccola reperibile sul mercato, quel Luol Deng che in passato è stato uno dei più acerrimi rivali della squadra di Spoelstra. Già, Spoelstra. Il coach più sottovalutato della storia recente della pallacanestro dovrà gestire la transizione tra gli anni dei “Big 3” a quelli dei “Big 2”, una bella sfida, anche se l’allenatore di origine filippina ha già incassato la fiducia incondizionata di Andersen, Haslem e Dwayne Wade, il quale dovrà far vedere che le sue ginocchia possono reggere una stagione Nba da protagonista, come ai vecchi tempi, quando a Miami dominava “Flash”. Dal draft è arrivato Shabazz Napier, uno dei giocatori preferiti proprio di Lebron, reduce dal trionfo in NCAA e che dovrà fare i conti con Chalmers e Cole per spartirsi i minuti da point guard. Josh McRoberts rinforzerà il reparto lunghi, mentre Danny Granger porterà esperienza e tiro da 3 a una franchigia che si troverà con ogni probabilità a rivaleggiare con Cavs (sigh..) e Bulls per ottenere il dominio in una conference in decadenza ma comunque tosta come quella dell’Est.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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