Orazio Rotunno
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Chi è il Pusher? Vogts e quel 4-3: fu tutta colpa dell’arbitro

44 anni dopo svelato il mistero dell'Azteca: la certezza sulla quale si fondava il nostro complesso di superiorità sui tedeschi è caduto. E Rocchi già c'era

Chi è il Pusher? Vogts e quel 4-3: fu tutta colpa dell’arbitro
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Ci sono cose che impariamo da piccoli, delle certezze sulle quali basiamo l’intera esistenza, routine senza le quali la bussola del nostro cervello perderebbe l’orientamento: il Grande Fratello ad ogni anno, Giletti e la sua Arena, un nuovo album di Gigi D’Alessio e…Italia-Germania 4-3. L’inizio di una serie di umiliazioni inflitte al popolo tedesco come nel 1982, 2006 e 2012: ma qualcuno ha distrutto milioni di quei poveri illusi oggi, che davvero pensavano alla manifesta superiorità degli azzurri sui crucchi. “In quella partita l’arbitro favorì l’Italia. E spunta un clamoroso retroscena sulle origini di chi diresse la partita del secolo.

MALEDETTO VOGTS: UNA BUGIA A FIN DI BENE VALE PIU’ DI CENTO VERITA’ – Ma perchè non tenerselo per sé e distruggere in un solo colpo un caposaldo di tutti noi italiani, sulla quale è basata l’intera costituzione del giuoco calcio? A distanza di 44 anni abbiamo capito perchè proprio non è ancora andata giù quella sconfitta: ma noi che pensavamo fosse merito di Boninsegna, Rivera o Facchetti. Yamasaki, il nome fa parte del retroscena che vi sveleremo solo alla fine, fu il vero protagonista, parola di chi c’era: Berti Vogts. “In quella partita vi furono degli errori arbitrali, l’Italia ricevette dei favori“. Boom! Uno choc. Un po’ come se oggi scoprissimo che quelli di Sandro Mayer non fossero i suoi veri capelli. E pensandoci bene, qualcuno si è mai chiesto come si fosse rotto il braccio Franz Beckenbauer? Perchè la scena dell’infortunio sia stata misteriosamente sequestrata dalla Fifa come si fa nella F1 nei casi di gravi incidenti? Quelle visibili ad oggi non sono che frutto di un falso d’autore, un po’ come quelle che ritraggono il primo uomo sulla luna “mandato” dagli americani. Il sospetto che Vogts abbia ragione aumenta scavando nell’albero genealogico di Yamasaki, di origini giapponesi, nato in Perù e naturalizzato messicano; arbitro di quella ormai ex leggendaria partita: pare che nelle sue vene scorresse il sangue di un antico nobile fiorentino, appartenente alla casata dei “Rocchi“. Si vocifera che tutt’oggi gli eredi di Yamasaki siano proprietari di un ricco vigneto nelle produttive campagne della Toscana, ma che le linee delimitanti i confini delle stesse siano del tutto errate e ben più larghe del normale. 

44 anni dopo, un deja vù mistico, da Berti Vogts a Gianluca Rocchi: da Italia-Germania a Juventus-Roma. Ah, il nome di Yamasaki, dimenticavamo: era Arturo.

Orazio Rotunno

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