Davide Terraneo
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PSG: analisi tattica della squadra di Blanc

Il club francese è autore di un inizio di campionato costellato di pareggi e di un girone di Champions impreziosito dal successo interno contro il Barça

PSG: analisi tattica della squadra di Blanc
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L’emblema del calcio moderno, condizionato da un mercato frenetico e comandato da ricchi magnati che spendono fior di milioni per assicurarsi i top players, è senza dubbio il PSG. I parigini, prima dell’arrivo dell’attuale patron Nasser Al-Khelaifi, avevano ottenuto solamente due scudetti nel corso della loro intera storia. Nelle ultime stagioni i capitolini hanno vinto due titoli nazionali e sfiorato la semi finale di Champions ottenuta soltanto nel 1995.

L’IMPRONTA DI BLANC – Riuscire ad assemblare e a far coesistere un gruppo di campione non è certo un’impresa semplice, e il tecnico Laurent Blanc se ne è accorto da tempo. L’eterno dubbio tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3 non scalfisce mai l’impronta decisamente offensiva del PSG. A cominciare dai due terzini Digne e Van der Wiel, che giocando molto alti vanno spesso ad aggiungersi alla linea mediana e a cercare il traversone per Ibrahimovic o Cavani. La linea mediana è sempre composta da Verratti e Thiago Motta, con il giovane Luca che è in genere destinatario del primo passaggio e può dare sfogo alle sue doti da regista, mentre l’ex nerazzurro riceve il pallone solo in un secondo momento e predilige gli appoggi laterali o passaggi corti. Può completare il centrocampo Matuidi, centrocampista roccioso ma dotato di una buona tecnica, oppure Pastore, che assume una posizione di trequartista e aggiunge qualità al reparto offensivo. La soluzione dell’argentino è preferita in campionato quando una giocata può permettere di scardinare le difese avversarie, portate a limitarsi alla difesa.

Zlatan Ibrahimovic, asso svedese e simbolo del concentrato di tecnica e fisicità del PSG

Zlatan Ibrahimovic, asso svedese e simbolo del concentrato di tecnica e fisicità del PSG

L’ATTACCO Proprio l’attacco risulta essere maggiormente attrezzato per competere con le altre squadre in Europa. La presenza fissa di Ibrahimovic come prima punta permette di avere una punta di peso e tecnica, con la possibilità di scaricare per le ali, generalmente Cavani e Lavezzi o Lucas. L’uruguaiano nel corso degli incontri può sostituire la propria posizione con quella del bomber svedese, quando quest’ultimo fa il movimento incontro alla palla lasciando al Matador lo spazio per attaccare la profondità. Tanta tecnica e un aumento di spirito di sacrificio caratterizzano invece l’argentino ex Napoli e il talentuoso brasiliano, spesso staffettisti sulla fascia sinistra. I due centrali difensivi David Luiz e Thiago Silva hanno esperienza e centimetri di altezza importanti per il PSG, soprattutto nei calci piazzati e nei momenti delicati.

PUNTI DEBOLI – Quello che sembra mancare alla squadra di Blanc è semplicemente l’attenzione alla difesa. Con i due terzini spesso impegnati a spingere e un centrocampo che lascia spesso i soli Verratti e Thiago Motta (non certo due sprinter affidabili) a protezione di una coppia di centrali sì esperta, ma non sempre sufficientemente rapida. A discapito dell’elevatissimo tasso tecnico presente in squadra, spesso al PSG di questa stagione è finora mancato il guizzo per andare a segno contro retroguardie concentrate: tra campionato e Champions i francesi hanno segnato più di un goal solo in 4 occasioni su 11 incontri. Pochino per una squadra che punta a raggiungere il massimo in Europa. Obiettivo per cui un portiere come Sirigu non sembra adeguato, pur essendo l’ex del Palermo cresciuto moltissimo negli ultimi anni. Se anche Carletto Ancelotti ha fallito, per Laurent Blanc non sarà semplice dare una mentalità vincente anche fuori dai confini nazionali a questo PSG. E stavolta i soldi non bastano.

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