Davide Luciani
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Torino, segna solo Quagliarella: Ventura cerca soluzioni

A parte l'ex Juve, l'attacco granata fatica a trovare la via del gol

Torino, segna solo Quagliarella: Ventura cerca soluzioni
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Amauri, disastroso inizio con il Torino

Amauri, disastroso inizio con il Torino

Il Torino ha iniziato il campionato balbettando. Il doppio confronto campionato-Europa League si sta rivelando duro da mantenere e la squadra va a due velocità. In Europa League sembra un treno (quattro punti e zero gol subiti in 6 gare, compresi anche i turni preliminari), mentre in serie A assomiglia ad un triciclo. Rispetto allo scorso anno il saldo è negativo ad ogni voce: meno punti (8 lo scorso anno, 5 in questa stagione), meno gol (8 contro 4), più sconfitte (2 contro 3). Solo il saldo dei gol subiti è in positivo seppur di poco: 8 le reti in cassate lo scorso anno nelle prime sei giornate, 7 finora.

PROBLEMA GOL – Il problema del Torino sta, quindi, nell’attacco. Tra girone e campionato, dei cinque gol segnati, 4 portano la firma di Quagliarella, mentre l’altra è stata segnata da Glik. Il resto del reparto offensivo è ancora a secco. La scorsa stagione di questi tempi i gol erano così distribuiti: 5 Cerci,  2 di D’Ambrosio 1 Brighi. Anche lo scorso anno, dunque, gli altri attaccanti erano ancora a segno però, c’era un maggior movimento senza palla e gli esterni e gli interni si inserivano di più. Va anche detto che, in questa stagione, i rigori sbagliati sono stati già due (Larrondo contro l’Inter ed El Kaddouri contro il Verona), che avrebbero fatto tornare i conti in termini di punti, ma non di reti. Quagliarella fin qui ha segnato 3 reti in 493 minuti di campionato, 5 in 735, inserendo pure le gare di Europa League. Un bottino di reti più che discreto, ma che, da solo, non può bastare a portare in alto il Torino.

AMAURI CONTRO IMMOBILE – Servirebbero anche i gol dell’altro neoacquisto Amauri, ma “Calimero” fin qui non l’ha mai vista. Vero che, anche Immobile, nello stesso periodo dello scorso anno, era ancora a secco, ma le medie realizzative dsei due non sono lontanamente paragonabili. Amauri, in carriera, in campionato ha segnato 89 reti in 347 gare (media gol 0.25), Immobile 58 in 132 (0.4). Il secondo vanta due titoli di capocannoniere (serie B con il Pescara nel 2012/2013, serie A lo scorso anno con il Torino), il secondo è andato in doppia cifra per 4 volte in carriera e mai oltre i 15 gol. Il confronto tra i due, è, quindi, impietoso e pensare che Amauri possa arrivare non diciamo alle cifre di Immobile nello scorso campionato, ma anche solo in doppia cifra, è fantacalcio.

POCHI ASSIST – Diverso è anche il tipo di impostazione della manovra granata. Con Immobile e Cerci si cercava maggiormente la velocità e si puntava sulle ripartenze, ora si deve cercare di arrivare maggiormente in area e puntare di più sui cross. Rimane, però, l’opzione tiro da fuori con Quagliarella che è uno specialista in materia. Il Torino deve chiedere uno sforzo supplementare ai centrocampisti sotto rete, primo tra tutti El Kaddouri. Il marocchino, fin qui, ha deluso. Ventura si aspetta una prova di maturità da lui, a livello di prestazione e di gol. Solo così, i granata potranno sperare di poter lottare nuovamente per l’Europa. Se poi almeno uno tra Martinez o Barreto risolvesse i suoi acciacchi, andrebbe tutto a vantaggio della squadra di Ventura, ma, per ora, bisogna arrangiarsi con quello che si ha e dimenticare in fretta la coppia gol che l’anno scorso mise a segno 35 gol complessivi su 58 dei granata.

Davide Luciani

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