Jacopo Bertone
No Comments

Chicago Bulls: Noah rimane al suo posto, Rose torna, Pau arriva. E il titolo dov’è?

I ragazzi di coach Thibodeau sono pronti ad iniziare una stagione colma di aspettative per un gruppo che da troppo tempo attende il proprio momento, con la vecchia guardia vogliosa di ripartire e i nuovi arrivi intenzionati a dimostrare il proprio valore

Chicago Bulls: Noah rimane al suo posto, Rose torna, Pau arriva. E il titolo dov’è?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Idealmente siamo ancora tutti fermi lì: all’ultimo quarto di gara-1 contro i “Sixers”, con Derrick Rose in lacrime e un’intera città con le mani nei capelli, dopo l’infortunio dell’ex MVP a Chicago le cose non sono mai state più le stesse. Ora però sembra che tutto sia pronto per il VERO ritorno del numero 1, con annessa ripresa della squadra, orfana (tutt’altro che infelice) di alcuni ex e arricchita di diversi elementi interessanti e intenzionati a riportare il titolo per le strade della “Windy City”.

Tom Thibodeau, allenatore dell'anno nella stagione 2010-2011

Tom Thibodeau, allenatore dell’anno nella stagione 2010-2011

LE CERTEZZE – Il leader è sempre lui, Tom Thibodeau, coach dalla voce rauca e il pugno di ferro che fa dell’abnegazione difensiva un vero e proprio culto pagano. Replicato in campo dagli attributi di Noah e dai muscoli di Gibson, gli scudieri della metà campo rossonera. Nell’altra, invece, spetterà a Dunleavy, Butler e Hinrich dimostrare di essere migliorati per rendere più snello un attacco che negli ultimi due anni è stato più “faticoso” di un parto trigemino. Allo United Center, invece, non riecheggeranno più i leggendari “EHI!” di Carlos Boozer, giocatore più attento al proprio tabellino che al bene comune, il quale è stato epurato dalla società con la cosiddetta “amnesty clause”, bel colpo per la dirigenza di Chicago! Sarà compito quindi di staff tecnico e veterani spiegare ai (tanti) nuovi arrivati i dettami tattici necessari per rimettere in campo la stessa furia agonistica che ha contraddistinto l’intera era-Thibs, fin da subito!

LE NOVITA’- Facile: il vero colpo di mercato dei Bulls si chiama Derrick Rose, che è ormai totalmente recuperato e a disposizione della squadra a partire da subito (11 punti e lampi di classe nella prima partita di preseason contro Washington), anche se un mondiale disputato un p0′ “in ciabatte” vuoi per la paura di rifarsi male vuoi per il normale periodo di ambientamento post-infortunio lasciano ancora qualche dubbio sul playmaker ex-Memphis. Non solo, dopo anni di letargo i grandi capi hanno rotto il salvadanaio e da una parte garantito al team le prestazioni di Nikola Mirotic (17 scoppiettanti punti contro di Wizards), arrivato da oltreoceano dopo mesi di trattative e più che mai curioso di misurarsi con il campionato più bello del mondo, dall’altra ha portato nell’Illinois nientemeno che Pau Gasol, ex-stella dei Lakers, un giocatore di esperienza reduce da un paio di annate “svogliate”, ma che nel Mondiale di casa ha dimostrato di possedere ancora fondamentali di pallacanestro degni del Monte Olimpo. Entrambi sono giocatori offensivi, che ahi-loro faranno i conti con le massacranti sedute d’allenamento e soprattutto dovranno far vedere fin da subito di essere pronti perchè Thibs non ha problemi: se il dodicesimo uomo della panchina difende meglio di un ex-All star, gioca lui! Infine non è da sottovalutare Doug McDermott, un giocatore costato molto ai Bulls ma di cui è impossibile non innamorarsi : fisico da corazziere, una capacità di tirare (spedendo regolarmente il pallone a bersaglio) assolutamente insensata e un’attitudine difensiva forse troppo sottovalutata fanno del classe ’92 una risorsa potenzialmente utilissima per la Chicago di oggi e di domani.

DI DOMAN NON C’E’ CERTEZZA – Sulla carta la squadra è buona, se non ottima, soprattutto nella derelitta Eastern Conference dove solo Cleveland e Miami appaiono attrezzate per arrivare fino in fondo, eppure di questi Bulls non ci si fida alla luce delle troppe sfighe (termine tecnico) capitate ai 6 volte Campioni Nba negli ultimi anni; Già, il titolo, la città intera è costruita sul concetto di umiltà ma è impossibile non pensare all’idea di riportare “Larry” nella città che fu di MJ, basteranno gli sforzi estivi a garantire ai Bulls quel salto di qualità necessario a riconquistare la gloria perduta? si vedrà, nel frattempo: ” LET’S PLAY SOME DEFENSE!“.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *