Jacopo Gino
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Mazzarri-Inter, un amore mai sbocciato. E’ ora di dirsi addio?

Le ultime deludenti prestazioni sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I tifosi nerazzurri sono in rivolta, vogliono la testa di Walter Mazzarri

Mazzarri-Inter, un amore mai sbocciato. E’ ora di dirsi addio?
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Si ricomincia: dopo un anno e qualche mese tornano in piazza i tifosi nerazzurri. Oggetto della rivolta? Neanche a dirlo, Walter Mazzarri. Un amore mai iniziato quello tra il tecnico toscano e la tifoseria nerazzurra, un rapporto che va sempre più deteriorandosi dopo le ultime deludenti (a dir poco) prestazioni dell’Inter in campionato. Poco stimato già quando era alla guida del Napoli, Mazzarri è sempre stato additato come “piagnina” e antipatico. Ma non quell’antipatia “simpatica” in stile Mourinho, un’antipatia che si sprigiona prima di tutto dai cuori degli stessi tifosi della Beneamata. Il verdetto del popolo nerazzurro sembra unanime, Mazzarri deve essere esonerato. Ma perché? Cerchiamo cinque motivi per cui Mazzarri e l’Inter dovrebbero separarsi.

IL MOURINHO DI QUALCUN ALTRO – In Italia c’è già una piazza che è stata innamorata di Mazzarri: a Napoli il tecnico toscano ha dato il meglio di sé, riportando la squadra in Champions League e inanellando tre stagioni ad alti livelli. Difficile arrivareall’Inter – un ambiente storicamente chiuso – e riuscire ad imporsi come leader. In poche parole, fino a due anni fa Mazzarri era considerato un nemico alla guida di una diretta concorrente (per di più “odiato”, sportivamente parlando): l’idea nella mente dei tifosi non è cambiata e Mazzarri è stato considerato come un estraneo in casa propria.

FATTORE X – Per allenare l’Inter serve un carisma speciale, che pochi allenatori possiedono: nel post Mourinho, prima di Mazzarri sono stati letteralmente “mangiati” dalla piazza Benitez, Gasperini e Ranieri. Gli unici due che sono riusciti a restare nel cuore dei tifosi sono stati Leonardo e (in parte) Stramaccioni: due elementi “simpatici” e carismatici appunto. Il feeling tra tifosi e allenatore non si è mai creato e, con il tempo, si è venuta a creare la paradossale situazione in cui la squadra veniva fischiata più a San Siro che in trasferta, con l’ovvio risultato di creare paura nei giocatori, schiacciati dalla pressione di un ambiente esigente e deluso.

Lo sfogo di Mazzarri in uno dei momenti di difficoltà della stagione

Lo sfogo di Mazzarri in uno dei momenti di difficoltà della stagione

PRESTAZIONI DELUDENTI, GIOCO INESISTENTE – L’ambiente nerazzurro, da sempre considerato col palato fine, è forse rimasto ancorato ai fasti del Triplete: i tifosi non riescono a sopportare la visione di una squadra così poco combattiva e così bruta da vedere. Prestazioni indecenti in molti casi, maglia a detta di molti disonorata, sconfitte pesanti contro squadre di livello inferiore. Questa Inter ha qualcosa che non va a livello caratteriale e le colpe sono imputate tutte all’allenatore, reo di non riuscire a caricare i giocatori a dovere.

DIFESA A TRE MAI DIGERITA – Ogni allenatore ha il suo credo tattico: Mazzarri, si sa, è un  grande ammiratore della difesa a 3. Peccato che questa soluzione non sia mai stata amata dall’ambiente interista, che è riuscito a digerirla solo nella vittoria contro la Juventus di stramaccioniana memoria. Nella partita di ieri contro la Fiorentina sono scesi in campo contemporaneamente tre difensori centrali e due mediani: con gli esterni non al meglio, la squadra si è dimostrata incapace di creare gioco ed è rimasta schiacciata dalle offensive viola. Queste soluzioni sono state considerate troppo difensiviste, un’onta per una big del calcio italiano che dovrebbe cercare di imporre il proprio gioco in tutti i campi in cui va a giocare.

ATTEGGIAMENTO MEDIATICO SBAGLIATO – Se Mourinho era disposto a immolarsi davanti alla pressione mediatica pur di tutelare la sua squadra, Mazzarri difficilmente si è preso le sue responsabilità per le situazioni difficili in cui i nerazzurri sono incappati. Davanti alle telecamere poi Mazzarri ha sempre dimostrato una certa incapacità nel dare risposte concrete a chi giustamente si interrogava sui problemi della squadra. Spesso il tecnico toscano si è mascherato davanti a scuse troppo facili come la condizione fisica precaria dei suoi uomini, la sfortuna e via dicendo: sono addirittura nate delle pagine sui social network che ironizzano sulle scuse usate dal tecnico ex Napoli, che tuttavia non demorde e continua a presentarsi in conferenza stampa elencando il numero dei calci d’angolo battuti dalla sua squadra, come se questo dato potesse scacciare i problemi di una fase offensiva in crisi. Ieri si è arrivati al colmo: Mazzarri si presenta davanti ai microfoni dei giornalisti e, ad ogni domanda fatta dagli opinionisti in studio risposte con delle sottospecie di no comment: “meno parlo meglio è” continua a ripetere il tecnico toscano. Che anche la fiducia della squadra nei confronti dell’allenatore sia venuta meno?

Un dato, forse l’ultimo rimasto, gioca ancora a favore del tecnico toscano: Mazzarri non è mai stato esonerato nella sua carriera da allenatore. Ma si sa, c’è sempre una prima volta…

Jacopo Gino

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