Enrico Steidler
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Terza maglia dell’Inter, la nazionale dei Cicciobelli nerd

Dopo il verde-angoscia della Juve e il viola-sfiga del Galatasaray, ecco a voi l'azzurro-Cicciobello dell'Inter

Terza maglia dell’Inter, la nazionale dei Cicciobelli nerd
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Una tinta di “semplicità complessa”. Ecco le parole scelte dal “creativo” dell’Inter Fashion Club per descrivere il colore della terza maglia della Beneamata, e bisogna ammettere che (almeno in questo) se l’è cavata alla grande. Non solo: è andata di lusso anche a noi.  Sappiamo benissimo, infatti, come vanno le cose nel rutilante mondo dei designer modaioli, e “semplicità complessa” è la virile sintesi che ci salva da qualcosa che altrimenti suonerebbe più o meno così: è un colore esotico e sognante, una nuance azzurrata con vividi sentori turchesi e più languide riminiscenze celesti, un’emozione cromatica sospesa fra il blu della nostra infanzia e un crepuscolo parigino…

Aguzzate la vista: che cos'hanno in comune Cicciobello e l'Inter Fashion Club?

Aguzzate la vista: che cos’hanno in comune Cicciobello e l’Inter Fashion Club?

ORGOGLIO CICCIOBELLO – Sospiro di sollievo a parte, però, resta quel colore, resta quella maledetta sfumatura “semplice e complessa” che sa di puffo e di collutorio al tempo stesso, di vestaglia ospedaliera e di detersivo per i piatti. Come definirla? E’ azzurra? …E’ turchese?…anche. E’ celeste?…a seconda della luce…E’ la nuance di un’alba groenlandese, questa pregevole “emozione cromatica”, o il colore del Lambro al tramonto? Mah, chissà, al lettore l’ardua sentenza. Ad ogni modo, la tinta indefinibile di cui stiamo parlando è il terzo colore (che però può diventare il primo se si gioca in casa contro dei carneadi azeri) di quella squadra all-black o bianco-grigia che in un lontano passato fu orgogliosamente nerazzurra, e che oggi, invece, scende in campo indossando una divisa che si intona da morire con le ciabatte ma non con gli scarpini da football.

Sic transit gloria mundi. Oggi vanno di moda le esigenze del marketing e le connesse emozioni cromatiche, purtroppo, ed è così ovunque, non solo all’Inter. Qui, però, si è andati oltre ogni limite. Possibile, infatti, che per provare certe emozioni sportive, certe sensazioni profonde sospese fra la nostra infanzia e una lancinante nostalgia, i tifosi “nerazzurri” siano costretti a guardare la maglia dell’Atalanta? E pure l’oltraggio dei cicciobelli dovevano subire?

Enrico Steidler

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