Simone Viscardi
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Storie di Sport: Juve-Roma 2001, l’Aeroplanino vola sul tricolore

La Roma vola verso lo scudetto e la Juve insegue, al Delle Alpi lo scontro fra titani. A decidere il match, un gol di Montella e una strana decisione della Figc...

Storie di Sport: Juve-Roma 2001, l’Aeroplanino vola sul tricolore
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Il calcio è strano, in 90 minuti condensa altalene di emozioni capaci di destabilizzare anche il cuore più saldo. Gioie infinite e sprofondi di disperazione, picchi di felicità seguiti da tristezze inconsolabili, e viceversa. Nessuno sport al mondo ha la possibilità di regalare la varietà di sensazioni che offre una partita di football. Se in più ci sommi la rivalità tra due squadre specchio di società e stili di vita completamente differenti, il mix che ne esce è da thriller.

POLI OPPOSTI – La Juventus è Torino, sabauda e impettita, già dal bianconero delle sue maglie fa capire a chi la osserva che gli slanci ormonali e le follie sono da andare a ricercare altrove. Al loro posto una fredda, pratica, determinata conoscenza della propria forza. Guarda con snobismo gli altri, non eccede in festeggiamenti nelle vittorie – che sono il pane quotidiano – e non si deprime nelle sconfitte, perchè sa come tornare al suo posto, là in alto. La Roma, al contrario, è passione allo stato puro. “Gialla come il sole e rossa come il core mio” canta Venditti nell’inno della squadra, ed effettivamente è così. La Roma è calore, sudore, gioia, lacrime, speranza. Alla prima vittoria fa sognare i tifosi, alla successiva sconfitta li getta nello sconforto. La Juve è inverno e nebbia, fagocita tutto ciò che incontra e sembra non finire mai; la Roma è un brivido estivo, tanto fugace quanto indimenticabile. Tra loro due non sarà mai una partita normale, nè lo è mai stata.

L'ex romanista Hidetoshi Nakata.

L’ex romanista Hidetoshi Nakata.

EXTRAPOLEMICHE – Stagione 2000/01. La Roma di Fabio Capello si sta involando verso il suo 3° scudetto; ad inseguirla – oltre alla Lazio Campione d’Italia in carica – c’è la Juventus di Carlo Ancelotti. I giallorossi non hanno probabilmente mai avuto una squadra così forte, con il muro Samuel in difesa, due esterni come Cafu e Candela, i muscoli di Emerson in mezzo e un attacco atomico, impreziosito dal Re Leone Batistuta. Ad incantare, un ragazzino che ancora oggi fa notizia: Francesco Totti. Anche la Juve non scherza, con la classe impareggiabile di Zidane, la grinta di Edgar Davids e le accelerazioni brucianti di Zambrotta. A fare i gol ci pensa la premiata ditta Del Piero&Inzaghi, con in panchina l’astro nascente David Trezeguet. Il 6 maggio, al Delle Alpi, i bianconeri hanno la possibilità di riportarsi a contatto, in uno scontro diretto che – ad onor del vero – inizia già qualche giorno prima. il 4 maggio, sull’onda dello scandalo dei passaporti, la Figc annuncia il via libera agli extracomunitari in distinta, annullando il limite schierabile tra campo e panchina di 3. Una scelta accolta con stupore, ma che nessuno immagina possa essere decisiva per lo scudetto. Capello, intanto, ne approfitta, e per il big match convoca anche il giapponese Hidetoshi Nakata

DECOLLO FINALE – L’inizio di partita della Juve è furente. I soldati di Ancelotti attaccano senza pietà una Roma ancora non entrata in partita. Il protagonista è Zidane, che prima pennella sulla testa di Del Piero il pallone del vantaggio, e poi raddoppia con un bolide da fuori area. Al 5′ , la Juventus è già sul 2 a 0. I giallorossi, colpiti a freddo, provano a reagire, ma ogni loro tentativo viene frustrato dalla rabbia dei padroni di casa. Antonioli rischia il patatrac un paio di volte, ma in qualche modo si va al riposo senza ulteriori modifiche nel punteggio. Nella ripresa Capello opta per un cambio coraggioso, e tra la sorpresa generale toglie Totti. A prendere il suo posto, guarda caso, è proprio Nakata. Che il nipponico sia più in palla del capitano si vede fin da subito. A poco meno di un quarto d’ora dalla fine Hide ruba palla a centrocampo, corre a perdifiato fino alla trequarti e lascia partire un destro terrificante che va a spegnersi all’incrocio: 2 a 1, partita riaperta. La Roma ci crede, non sa come sia possibile, ma in una serata così storta intravede la possibilità di pareggiare e lasciare i bianconeri indietro. Al 90′ arriva la beffa. Ancora Nakata, ancora un tiro maligno da fuori; Van der Sar ribatte in qualche modo, ma sulla palla vagante si avventa l’Aeroplanino, al secolo Vincenzo Montella. È il pareggio, è la fine dei sogni della Juve e l’inizio di quelli della Roma, è il brivido estivo. È anche l’inizio di una polemica interminabile; ma se non lo fosse stato, beh, allora non sarebbe Juventus-Roma.

Simone Viscardi (@simojack89)

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