Antonio Guarino
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‘The Hamsik Involution’: tutta colpa di Benitez?

Il capitano degli Azzurri sta attraversando un momento poco felice: colpa della collocazione tattica che gli ha riservato il tecnico spagnolo?

‘The Hamsik Involution’: tutta colpa di Benitez?
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Facilmente riconoscibile in campo grazie alla lunga e folta cresta che ne contraddistingue da sempre il look, Marek Hamsik rappresenta – al tempo stesso – croce e delizia per il Napoli di Rafa Benitez. Sì, perché il centrocampista slovacco è uno dei giocatori su cui il tecnico spagnolo e l’intera tifoseria partenopea puntano tantissimo, ma è anche quel campione di cui, da un anno a questa parte, ne stiamo ammirando una copia a dir poco sbiadita.

Un giovanissimo Marek Hamsik festeggia uno dei suoi primi gol con la maglia del Napoli

Un giovanissimo Marek Hamsik festeggia uno dei suoi primi gol con la maglia del Napoli

“DOBBIAMO PARLARE”  Una repentina quanto inattesa involuzione forse precocemente fatta ricondurre all’infortunio al piede sinistro rimediato dal capitano del Napoli nella passata stagione, che ha tenuto Marekiaro fermo ai box per quasi due mesi. Uno stop cui ha fatto seguito una lunga ed affannata ripresa, soprattutto psicologica oltre che fisica, testimoniata non tanto dai numeri (78 gol e 69 assist in 309 presenze con la maglia azzurra) quanto dal tenore delle sue prestazioni, spesso anonime e non incisive. Insomma, capitan Marek non punge più come un tempo e, per quanto peso possa aver avuto l’infortunio subito, è insufficiente per spiegare il timore che il centrocampista del Napoli ha, talvolta, mostrato nei contrasti di gioco con gli avversari oppure per capire cosa ci sia dietro un atteggiamento in campo poco propositivo e incisivo ai fini del risultato finale.

VUOI VEDERE CHE…  La critica calcistica ha messo nel mirino proprio il tecnico partenopeo Rafa Benitez, reo di schierare Hamsik in una posizione non idonea alle sue caratteristiche che lo limiterebbe moltissimo in quella che è la sua arma migliore: l’inserimento da dietro. Eppure i numeri e le statistiche del 17 azzurro, nel periodo immediatamente precedente all’accorrere dell’infortunio, parlano di un ruolino di marcia eccellente, con 6 gol messi a segno nelle prime 13 partite di campionato, a testimonianza del fatto che nonostante l’avvicendamento alla guida tecnica del Napoli, il rendimento di Hamsik non ne aveva affatto risentito.

SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME  E allora? Possibile che Hamsik, da eccentrico ed ammaliante Dottor Jekyll, si sia trasformato in uno zoppicante e irriconoscibile Mr. Hyde? Chi è stato a somministrargli la pozione fatale? Che la sua parte opaca e buia stia definitivamente prendendo il sopravvento su quella dorata ed incantevole per cui è stato, spesso, in passato accostato a campioni del calibro di Frank Lampard, Cesc Fabregas o Andrés Iniesta?

SE LO DICE IL MAESTRO  Mettendo da parte ampolle e antidoti del caso, cerchiamo di aiutarci nella nostra disamina con l’analisi fatta qualche giorno fa da Zdenek Zeman. Il tecnico boemo ha parzialmente criticato l’attuale collocazione tattica di Marek, spiegando come un centravanti come Cavani, molto mobile sul fronte d’attacco, riuscisse ad aprire numerosissimi spazi in avanti per gli inserimenti del centrocampista slovacco. Viceversa, con l’avvento di un modello tattico diverso in cui Higuain, seppur generoso e altruista nel suo modo di giocare, ha il ruolo quasi esclusivo di finalizzatore della manovra, Hamsik si è visto sicuramente ridurre il proprio raggio d’azione, pur mantenendo un’ampia libertà di movimento su tutto il fronte offensivo, fungendo soprattutto da raccordo tra il tridente d’attacco e la diga di centrocampo davanti alla difesa.

Benitez e Hamsik a colloquio

Benitez e Hamsik a colloquio

TUTTO PER I SUOI PIEDI  È evidente che Benitez, oltre alle indiscutibili capacità di inserimento senza palla, voglia sfruttare anche le qualità di rifinitore del suo capitano, che – dal canto suo – non ha mai mosso critica alcuna nei confronti della posizione in campo attribuitagli da Rafa, dimostrando sempre una professionalità e un attaccamento alla maglia al di sopra del comune.

CALMA E SANGUE FREDDO  Ecco perché secondo noi il momento tutt’altro che brillante di Hamsik non dipende dalle scelte fatte dal tecnico madrileno. La soluzione di quest’enigma, infatti, sta tutta nella testa di Marek e nella sua immensa intelligenza calcistica, da cui dovrà attingere per ritrovare la serenità e la tranquillità necessarie per meglio interpretare il suo ruolo in campo. E Chissà che, tra qualche ora, ci possa già dare dimostrazione di quanto detto.

I tifosi del Napoli ne sarebbero più che entusiasti!

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