Luca Porfido
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Milan: enigma El Shaarawy

Da punto fisso del nuovo Milan ad oggetto misterioso in panchina. La parabola discendente di El Shaarawy tra equilibrio, competizione e incompatibilità

Milan: enigma El Shaarawy
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Il Milan di Inzaghi ha, insieme ai cugini dell’Inter, l’attacco più prolifico della Serie A, ovvero 11 gol segnati in 5 partite. Fin qui tutto bene, tranne se si pensa che di questi 11 centri nessuno è di El Shaarawy.

Bonaventura milan el shaarawy

Bonaventura ha spodestato El Shaarawy dal posto da titolare

MOMENTO MILAN – Anche se i rossoneri sono partiti forte, con 2 vittorie consecutive, dopo la gara con la Juventus qualcosa si è rotto, e sia con l’Empoli che con il Cesena il Milan è andato non poco in difficoltà. In molti cominciano a chiedersi se l’entusiasmo iniziale non sia stato solo un fuoco di paglia. A farne le spese, oltre al Faraone, anche De Sciglio, che non ha per niente convinto nelle ultime uscite. Se con la difesa rossonera, chiaramente allo sbando, si può cercare di trovare una scusante al terzino, la stessa cosa, visti i numeri, non si può fare con El Shaarawy. La parabola discendente dell’attaccante rossonero preoccupa non solo i tifosi, ma soprattutto società e allenatore, dato che il modulo di Inzaghi aveva come punto fisso proprio il faraone.

SOLO PROBLEMI FISICI? – El Shaarawy è partito dalla panchina anche contro il Cesena, con Bonaventura al suo posto. L’infortunio alla caviglia prima di Parma, e la gara appannata contro la Juventus, avranno sicuramente influenzato non poco le scelte dell’allenatore che, avendo cambiato anche modulo, passando ad un 4-2-3-1 (che in fase difensiva dovrebbe essere una specie di 4-4-2) potrebbe anche ritenere Bonaventura un giocatore più congeniale a quel tipo di ruolo, essendo anche bravo nell’impostare l’azione. El Shaarawy, quindi, potrebbe da subito diventare un oggetto misterioso da relegare in panchina, più o meno come successe dopo l’arrivo di Balotelli. A dirla tutta quell’ El Shaarawy che fece follie nel Milan di Allegri non si è mai più rivisto, e tutti sperano che non sia l’ennesima meteora, anche perché sia la sua squadra che la Nazionale avrebbero molto da perdere.

IN BILICO – Per quanto riguarda le voci di un’incompatibilità con Torres, la sensazione è che siano destinati a rimanere appunto solo voci. Lo spagnolo è una punta centrale, mentre El Shaarawy un attaccante esterno. I 2, quindi, non sono per niente inconciliabili in campo, anzi, sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1, entrambi moduli che si servono degli esterni, dovrebbero completarsi a vicenda. La realtà è però diversa: Honda e Menez non possono essere esclusi dal Milan, almeno non ora, e Torres è stato il fiore all’occhiello del mercato rossonero, impensabile quindi di relegarlo in panchina. Nel 4-2-3-1, modulo che potrebbe accontentare tutti, Bonaventura garantisce di sicuro più equilibrio, spostandosi spesso sulla linea del centrocampo. La conclusione è che il faraone dovrà di nuovo sudare per risalire la piramide dei titolari rossoneri.

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