Davide Luciani
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Sampdoria e Udinese: le matricole al ballo dei grandi

Sampdoria e Udinese provano ad approfittare dell'equilibrio della Serie A: troveranno spazio tra le grandi?

Sampdoria e Udinese: le matricole al ballo dei grandi
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Andrea Stramaccioni, allenatore dell'Udinese

Andrea Stramaccioni, allenatore dell’Udinese

Sampdoria e Udinese sono, al momento, terza e quarta in classifica. I friulani hanno raggranellato 12 punti, frutto di quattro vittorie e una sola sconfitta (con la corazzata Juventus), i blucerchiati ne hanno presi 11 e sono ancora imbattuti (come Juve e Rom). Le due società sono l’esempio di come si possa fare buon calcio anche ijn provincia.

DUE MERCATI DIVERSI- La Sampdoria, stupisce molto più dell’Udinese. La squadra del vulcanico Ferrero ha confermato l’impianto dello scorso anno e acquistato giocatori in cerca di rilancio (Silvestre, Bergessio) e giovani interessanti (Romagnoli, Duncan). L’Udinese, invece, ha fatto affidamento sulla grande varietà di alternative che la sua rete di osservatori e le sue società satellite permette di avere. Così, pur perdendo giocatori come Basta e Pereyra , non ha avuto problemi nel sostituirli. Il rinforzo sulla destra era già in casa con Widmer che, dopo un anno di apprendistato è stato lanciato titolare con ottimi risultati (già 3 assist fin qui). Per sostituire Pereyra si è invece deciso di investire su Kone desideroso di tornasre in A dopo la retrocessione con il Bologna. Il resto lo hanno fatto i due allenatori.

MIHA E STRAMA OTTIMI INSEGNATI – Mihajlovic ha avuto un vantaggio rispetto a Stramaccioni: conosceva già lsa squadra dato che c’era anche l’anno scorso. Rispetto allo scorso anno, per, la Sampdoria ha cambiato tatticamente pelle. Lo scorso anno, con il 4-2-3-1, la squadra rischiava di più in fase di non possesso. Ora, con il 4-3-3, la difesa è più protetta ed è comunque pericolosa in egual misura. E’ bastato l’arretramento si un giocatore (Soriano) da trequartista a interno e una maggior attenzione e studio nelle situazioni di non possesso per permettere a Viviano di incassare solo 2 reti in 5 partite. Discorso diverso per Stramaccioni. La rivoluzione del tecnico romano è stata un po’ più drastica. Dopo anni di difesa a tre, infatti, nelle ultime settimane, Stramaccioni è passato alla difesa a 4: da queste parti si è trattato di un’autentica rivoluzione. Partendo da questa base, il tecnico ha poi costruito la squadra intorno a Di Natale. Risultato: 4 reti incassate (ma in due partite, per tre volte Karnezis è rimasto imbattuto) e 8 segnate.

I LEADER – Le squadre di MIhahjlovic e Stramaccioni sono diverse anche nel modo di cercare la via del gol. Nell’Udinese, tutto ruota attorno a Di Natale. L’attaccante napoletano ha segnato 4 delle 8 reti dei friulani in campionato, cui va ad aggiungersi il poker in Coppa Italia. Nella Sampdoria, invece, c’è più democrazia. I cannonieri della squadra sono Gastaldello e Gabbiadini con 2 reti a testa seguiti da Okaka e Romagnoli con 1. Diversa è anche la capacità di leadership. Nella Sampdoria è Mihajlovic il vero capo. I vari Gastaldello, Palombo ed Eder sono bracci armati in campo del tecnico. Nell’Udinese, invece, Stramaccioni ha trovato un gruppo  dove i vari Di Natale, Pinzi e Domizzi si espongono in prima persona quando le cose vanno male e sono i primi a dare una mano nell’inserimento dei nuovi giocatori, soprattutto stranieri. Mihajlovic è entrato alla Sampdoria e has imposto una rivoluzione di pensiero radicale, Stramaccioni è arrivato in punta di piedi cercando di capire in quali aspetti la squadra poteva essere migliorata. Ora Sampdoria e Udinese si godono l’alta classifica. Non sappiamo quanto durerà, certo è che le due squadre sono un esempio da seguire a livello di gestione manageriale e tecnica.

Davide Luciani

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