Dario Di Ponzio
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Coni-Federnuoto: Malagò squalificato per 16 mesi

Giovanni Malagò è stato squalificato per 16 mesi per le sue dichiarazioni su Barelli. Le prime reazioni lasciano presagire il preludio a un lungo duello tra i due

Coni-Federnuoto: Malagò squalificato per 16 mesi
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Giovanni Malagò, presidente del Coni, a distanza di cinque mesi dalle sue dichiarazioni contro il presidente della FIN (Federazione Italiana Nuoto) Barelli, è stato squalificato da ogni “attività sociale e federale” dalla Commissione Disciplinare Federnuoto. Decisione della commissione che però colpirà solo l’attività di Malagò da presidente della Canottieri Aniene di Roma.

L’ACCUSA – L’accusa attribuita a Malagò è delle più pesanti, cioè, quella di aver infranto il codice di lealtà dello Statuto Olimpico. Infatti l’accusa del 5 Marzo passato di Malagò fu quella di una “doppia fatturazione da parte della Federnuoto”, doppia fatturazione di circa 820 mila euro e riguardante la piscina del Foro Italico per i mondiali di nuoto. Rapporto tra Barelli e Malagò ai minimi termini, come dimostrato anche dalla successiva richiesta da parte dello stesso presidente della FIN che ha richiesto di approfondire i comportamenti di Malagò da presidente della Canottieri Aniene.

LE REAZIONI – La reazione di Malagò è arrivata in serata. “E’ il trionfo dell’illogicità. Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per questo sono stato condannato dal primo grado della giustizia sportiva della FIN. Disconosciuta la Giunta Coni che aveva indicato nel Collegio di Garanzia l’autorità a cui richiedere un parere”. Insomma, in attesa delle possibili dichiarazioni di Barelli ci ha pensato Sandulli, presidente di sezione della Corte Federale di Appello della FIGC a aggiungere ulteriori elementi. “L’attività di presidente del CONI di Malagò non verrà alterata da questa sentenza, essendo limitata al circuito dei Canottieri Aniene ma di certo se ne ricordano poche di squalifiche cosi pesanti…”. Insomma, in attesa dei possibili ricorsi quella che si prospetta è una storia destinata a proseguire ancora a lungo.

Dario Di Ponzio

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