Matteo Masum
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TrenTotti – Il film di una carriera leggendaria

Il capitano della Roma compie oggi 38 anni. Nella sua bacheca uno scudetto ed un campionato del mondo

TrenTotti – Il film di una carriera leggendaria
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Totti durante i mondiali del 2006

Totti durante i mondiali del 2006

Un soffio, ed anche le trentotto candeline della torta saranno spente. E’ arrivato, puntuale come ogni anno, il giorno più amato ed odiato  dai tifosi giallorossi. Da oggi, la carta d’identità di Francesco Totti riporterà trentotto primavere. Se da un lato, ciò inorgoglisce i supporters della Roma, che possono vantare di avere una delle ultime bandiere del calcio mondiale, dall’altro li rattrista, e non poco, la consapevolezza che, con la maglia dei suoi colori, Totti non potrà festeggiare ancora molti compleanni, almeno da calciatore. Ad ogni modo, abbiamo deciso di rendere omaggio alla carriera di una leggenda vivente dello sport, non soltanto del calcio, ripercorrendola nei momenti più significativi che ne hanno scandito le tappe.

I PRIMI PASSI – Differentemente da alcune storiche bandiere, come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero, Totti si approccia per la prima volta nella massima serie in una squadra di basso profilo, che attendeva ad una faticosa ricostruzione dopo i fasti del decennio da poco trascorso. L’esordio è datato 28 Marzo 1993, all’età di 16 anni, nella partita Brescia-Roma, conclusasi vittoriosamente per i giallorossi. In panchina c’era il grande Vujadin Boskov. Nelle stagioni successive, sotto la sapiente guida di Mazzone, Totti impara ad essere un leader, pur avendo ancora un’età acerba per questo ruolo, ed a tenere a freno i facili entusiasmi che lo circondano. E’ nella stagione 1994-95 che il futuro capitano inizia a collezionare un numero congruo di presenze (21 in Serie A), condite da qualche rete, diventando, nel cuore dei tifosi e nella mente del compianto Franco Sensi, il simbolo della possibile rinascita. Poco importa, infatti, la parentesi di Carlos Bianchi, che nel delirio della stagione orribile 1996-97, avrebbe voluto cederlo alla Sampdoria o all’Ajax. Ci penserà infatti il “Maestro” Zdenek Zeman a far di Francesco Totti un campione vero, in grado di trascinare la squadra; un ruolo che gli verrà riconosciuto definitivamente il 31 Ottobre 1998, quando Aldair decide di cedere all’ormai numero 10 la fascia di capitano.

LA CONSACRAZIONE – Gli anni duemila sanciscono la definitiva esplosione del Pupone. Euro 2000 lo vede grande protagonista, anche nella sfortunata finale persa con la Francia, di cui, comunque, viene eletto Man of the Match. La soddisfazione più grande arriva però l’anno successivo, con la conquista dello scudetto, atteso a Roma da 19 anni. Il simbolo della cavalcata giallorossa non può che essere proprio Totti, considerato ormai un campione di livello mondiale. Le stagioni successive confermano questa nuova dimensione internazionale, sancita dalla vittoria del mondiale tedesco, kermesse in cui il numero 10, pur provenendo da un grave infortuno, lascia il segno, venendo inserito nell’All Star Team della competizione.

VIALE DEL TRAMONTO. O NO? – Con Spalletti, Totti si scopre anche implacabile centravanti, vincendo l’ambita Scarpa d’Oro nel 2007. La Roma riesce a conquistare, sotto la guida del tecnico toscano, due volte la Coppa Italia ed una volta la Supercoppa, ma non lo scudetto, sfiorato prima con Spalletti, e poi con Ranieri. Gli anni tremendi, tra la seconda metà del 2010 e la prima del 2013, terminano con l’avvento di Rudi Garcia, che mette Totti al centro del suo progetto di rinnovamento, ancora una volta. La Roma di oggi è protagonista in Italia e vuole diventarlo anche in Europa. Francesco Totti, ad un passo (anzi due) dalla fatidica soglia dei 40, non ha alcuna intenzione di mollare proprio sul più bello. E’ la sua Roma, vuole lasciarla sollevando un trofeo.

Matteo Masum

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