Simone Viscardi
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Inter, era meglio prima? Nostalgici di Strama, teniamoci Mazzarri

Nel Faccia a Faccia di oggi confrontiamo passato e presente della panchina nerazzurra. Meglio Strama o Mazzarri? Io voto il secondo

Inter, era meglio prima? Nostalgici di Strama, teniamoci Mazzarri
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L’avvio roboante dell’Udinese di Andrea Stramaccioni ha riportato alla memoria i trascorsi del tecnico romano sulla panchina dell’Inter. Più di un tifoso nostalgico lo rivorrebbe al posto di Mazzarri, ma sarebbe una buona idea? Secondo me no, e i motivi per i quali preferire l’allenatore odierno sono molteplici. Scopriamoli insieme.

IL GRUPPO – In primis, a favore del tecnico di San Vincenzo, la gestione del gruppo. Ai tempi di “Strama” i giocatori erano divisi in mille gruppetti diversi, con da un lato gli argentini, dall’altro gli altri eroi del triplete – che giustamente reclamavano ancora un posto in squadra – e da un altro ancora i giovani. Infine, in un gruppo tutto suo, Antonio Cassano. Che il giovane allenatore romano non fosse in grado di tenere insieme la squadra senza concedere privilegi ai senatori è un dato di fatto. In questo l’operato di Mazzarri è stato invece encomiabile: ha saputo mettere da parte più di un veterano (Zanetti, Milito), e ha convinto gente come Samuel e Cambiasso a giocare un’ultima stagione da protagonista. Certo, l’arrivo di un presidente rivoluzionario come Thohir ha aiutato, ma per la prima volta dai tempi di Mourinho la stagione dell’Inter è scivolata via con tutta la squadra a remare dalla stessa parte.

Stramaccioni e i senatori, un legame deleterio.

Stramaccioni e i senatori, un legame deleterio.

LA CONTINUITÀ – L’inizio di stagione dei friulani non deve illudere. Anche nella sua esperienza sulla panchina nerazzurra Stramaccioni partì alla grande, salvo poi, quando il gioco si fece duro e le ambizioni dell’Inter si fecero alte, crollare miseramente. La gioventù è un’attenuante indiscutibile, ma proprio per questo motivo in una società sottoposta a una pressione del livello di quella nerazzurra serve un allenatore navigato, con più panchine e primavere (non inteso come categoria giovanile) sulle spalle. Pur con alti e bassi, la prima stagione di Mazzarri è stata lineare con le aspettative della dirigenza e con le potenzialità della rosa. Continuità di risultati ma anche di ruoli. Lo “Strama” in confusione iniziò a ruotare uomini e moduli ben prima della caterva di infortuni che lo investì, mentre il livornese anche nei momenti più difficili ha sempre insistito con le sue idee, dimostrando una fiducia in sè stesso che non può che stimolare positivamente i giocatori a seguirlo.

LA DIFESA – Datemi Medel e vi respingerò il mondo. Questo, in sintesi, potrebbe essere lo slogan preferito da Walter Mazzarri. L’ex allenatore del Napoli ha voluto essere protagonista anche in sede di mercato, chiedendo ed ottenendo i giocatori adatti alla propria filosofia di calcio. Stramaccioni, forse per eccesso di gratitudine verso Massimo Moratti, ha invece sempre agito da “Yes Man“, senza mettere becco nella compravendita dei giocatori, finendo col subire le scelte – incomprensibili – della scellerata gestione Branca. Con l’arrivo del mediano cileno e di Vidic Mazzarri ha registrato la difesa, subendo un solo gol nelle prime 7 partite ufficiali. Nella stagione 2012/13, quella interamente targata Stramaccioni, le reti subite erano già 7, delle quali 4 subite a San Siro dallo Spalato e dal Vaslui, tanto per ricordare a tutti coloro che sbeffeggiavano il 6-0 allo Stjarnan.

Simone Viscardi (@simojack89)

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