Modestino Picariello
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Dura lex sed lex. Ma Florenzi non sa il latino

Non si spengono le polemiche dopo l'ammonizione di Florenzi. Giusta quanto poche altre, anzi, esemplare

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Non si spengono le polemiche dopo quanto successo ad Alessandro Florenzi in Roma-Cagliari dell’ultimo turno di campionato: per farla breve, Florenzi, dopo aver segnato il gol del 2-0, va ad abbracciare la nonna sugli spalti. Ammonizione sacrosanta (abbandono volontario del terreno di gioco) e multa altrettanto sacrosanta per il codice interno della Roma (c’è bisogno di spiegare che ogni ammonizione pesa nel computo del campionato? E se Florenzi saltasse una partita importante per somma di ammonizioni?)

CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL… – Nessuno nega che le ammonizioni per esultanza eccessiva, come quella di Florenzi, siano probabilmente la cosa più stupida che esista nel calcio di oggi. Se togli la gioia del gioco, togli il gioco stesso. Però la regola c’è, e in quanto tale deve essere rispettata soprattutto se sei un professionista che viene pagato fior di milioni solo per questo: giocare a pallone e rispettare le regole. Ciò che ha fatto Florenzi poi è un atto doppiamente grave, poiché come calciatore giovane, pulito, anche piuttosto bravo (en passant, sarebbe un’altra creatura di quel vecchio volpone di Zeman ) è un esempio bello sa seguire: non solo Florenzi ha infranto in maniera evitabile una regola, ma l’ha fatto per una questione “familiare”. E’ il cancro di buona parte di questo paese credere che le regole interne e non scritte della famiglia possano sovrapporsi o addirittura annullare quelle dell’ordine costituito. Non poteva semplicemente andarla ad abbracciare (lei gliel’aveva richiesto) durante l’intervallo?

…PIANGA SE STESSO – Alta, indomita ed univoca è stata la levata di scudi di tutte le testate giornalistiche, che chiedono a gran  voce l’annullamento dell’ammonizione e della squalifica di Florenzi. Su Twitter è perfino partito l’hashtag #nonmultateflorenzi ! Ma la domanda è: se invece di fare i lucciconi da libro cuore, calciatori e tifosi chiedessero semplicemente l’annullamento di quella regola insulsa? No, non ce la faranno mai, per un semplice motivo: dovrebbero essere, per una volta, tutti uniti, e se manca un capobastone dall’alto, la cosa, qui in Italia, non riesce mai. Un esempio? Presto detto: sapete chi cambia le regole nel calcio italiano? Ve lo dico io: la FIGC. E chi è a capo della Figc? Il simpaticone di cui vi ho già parlato: Carlo Tavecchio. E chi ha permesso a un uomo del genere di essere a capo del calcio italiano? La massima parte dei calciatori di tutte le leghe professionistiche, che hanno permesso alle suddette leghe di votare un candidato nel quale per primi gli stessi calciatori non credevano.  E allora riuscite solo a far eleggere un uomo e non ad applicare un cambiamento che porterebbe benefici a tutta la categoria? In effetti non siete da ammonire, solo da compatire, ma non vi disperate: il dolce abbraccio della nonna sarà sempre pronto a consolarvi.

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