Antonio Guarino
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Campionato Primavera: vero trampolino di lancio per chi lo vince?

Approfondimento settimanale per "La Meglio Gioventù", la rubrica di SportCafe24 dedicata al Campionato Primavera e - in generale - ai campionati giovanili nostrani. Nell'appuntamento odierno siamo andati un po' indietro col tempo, analizzando il percorso fatto dai principali protagonisti delle squadre che hanno vinto il titolo nelle ultime 5 edizioni.

Campionato Primavera: vero trampolino di lancio per chi lo vince?
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Nella catena “gerarchica” del calcio giovanile italiano, il Campionato Primavera rappresenta l’ultimo anello prima del definitivo salto nel mondo dei Grandi. Nonostante ultimamente tenga banco, in Lega Calcio, il tema dell’introduzione delle Squadre “B” per una migliore valorizzazione degli elementi dei vivai, le società di Serie A, B e Lega Pro hanno attinto moltissimo – negli ultimi anni – da questo prezioso serbatoio di talenti in erba. SportCafe 24, attraverso la sua rubrica “La Meglio Gioventù“, ha voluto approfondire questo aspetto, offrendovi un breve viaggio a ritroso nel tempo per scovare quali sono stati i protagonisti delle squadre che si sono aggiudicate le ultime cinque edizioni del Campionato Primavera e – soprattutto – che percorso hanno intrapreso dopo essersi cuciti sul petto il tricolore di Campioni d’Italia.

Stephan El Sharaawy ai tempi in cui militava nella Primavera del Genoa, con cui ha conquistato il titolo di Campione d'Italia nella stagione 2009/2010

Stephan El Sharaawy ai tempi in cui militava nella Primavera del Genoa, con cui ha conquistato il titolo di Campione d’Italia nella stagione 2009/2010

UN GENOA STELLARE – Il nostro percorso inizia dalla stagione 2009/10, anno in cui il “Grifone” – battendo in finale l’Empoli per 2-1 – si aggiudicava, per la prima volta nella sua ultracentenaria storia, il Campionato Primavera. Quel Genoa presentava una squadra ricca di talenti, tra cui spiccava senza dubbio il “Faraone” – oggi milanista – Stephan El Sharaawy, di cui tutti abbiamo avuto modo di apprezzare la crescita e il talento in palcoscenici diversi e ben più prestigiosi. Importanti in quella trionfale annata furono anche i contributi di Diego Polenta, difensore uruguaiano infallibile dal dischetto poi approdato al Bari ed attualmente in prestito al Nacional di Montevideo, del trequartista siciliano Antonino Ragusa, in forza al Vicenza (con cui ha realizzato, sabato scorso, una doppietta nel 2-2 dei biancorossi in casa della capolista Perugia) e con un importante passato tra B e Lega Pro con le maglie di Reggina, Salernitana e Ternana, e del centrocampista ghanese Isaac Cofie,  messosi in evidenza due anni fa nella sua prima stagione di A col Chievo Verona.

ROMA DA CAPOGIRO – L’anno successivo (2010/2011) lo Scudetto si posa sulle maglie giallorosse della Roma di Alberto De Rossi, che annoverava nel suo organico calciatori di lusso per la categoria come il difensore centrale Luca Antei – titolare inamovibile nel Sassuolo, in cui è approdato dopo una positiva esperienza (seppur conclusasi con un grave infortunio al crociato del ginocchio destro) in B col Grosseto – e l’esterno tuttofare della Nazionale, Alessandro Florenzi, oggi perno della Roma di Rudi Garcia. Il titolo arrivò dopo una tiratissima finale contro il Varese, vinta dai giallorossi per 3-2 solo dopo i tempi supplementari: mattatore di quella serata fu la punta ciociara, classe 1992, Mattia Montini, autore della tripletta decisiva. Dopo quella serata di gloria, Montini – autore di 15 gol in 19 gare nella stagione tricolore – non è più riuscito a trovare la giusta continuità, andando incontro ad un lungo peregrinare tra Lega Pro e Serie B con le maglie di Benevento, Feralpi Salò, Juve Stabia, Cittadella ed Arezzo, club – quest’ultimo – in cui milita attualmente.

LA SEMPRE FLORIDA INTER – Nella stagione 2011/12 il Campionato Primavera finisce nelle mani dell’Inter, vincitrice in finale contro la Lazio per 3-2. Scorrendo la formazione nerazzurra scesa in campo per l’atto finale, giocatosi a Gubbio, è possibile notare la presenza di moltissimi calciatori che calcano attualmente il palcoscenico della Serie A. Basti pensare al difensore mancino senegalese Ibrahima Mbaye, tornato all’Inter dopo la bella esperienza a Livorno dell’anno scorso, e al mediano ghanese Alfred Duncan, anche lui in maglia amaranto nella passata stagione e – attualmente – in prestito alla Sampdoria, nonché ai tre marcatori di quella serata umbra, vale a dire gli attaccanti Marko Livaja, Samuele Longo e l’esterno di centrocampo Luca Garritano. Dei primi due si è sempre detto un gran bene, nonostante le ultime annate (tra Serie A e Liga) siano state spesso frenate da problemi più caratteriali che tecnici, mentre Garritano – che si è già tolto la soddisfazione di esordire in maglia nerazzurra sia in Serie A, sia in Europa League – è poi passato al Cesena, dove è stato protagonista della promozione in A della scorsa stagione e con cui, quest’anno, cercherà di ritagliarsi una vetrina importante nella massima serie.

Un primo piano di Alessandro Florenzi con la maglia del Crotone, club in cui è approdato dopo aver vinto lo Scudetto Primavera con la sua Roma

Un primo piano di Alessandro Florenzi con la maglia del Crotone, club in cui è approdato nel 2011 dopo aver vinto lo Scudetto Primavera con la sua Roma

RISCATTO BIANCOCELESTE – “Anno nuovo, vita nuova” e la Lazio riscatta la delusione della stagione precedente, aggiudicandosi lo Scudetto Primavera con un secco 3-0 ai danni dell’Atalanta. Tre i nomi su cui abbiamo focalizzato la nostra attenzione nell’analizzare la rosa biancoceleste 2012/13, ovvero Danilo Cataldi, Antonio Rizzo e Keità Baldè. Quest’ultimo, classe 1995, è già ben noto alle cronache calcistiche della Serie A, essendosi imposto l’anno scorso come una delle sorprese più belle ed interessanti del nostro campionato con 5 gol realizzati in 25 presenze totali. Meno noti, ma non per questo di minor talento, invece Cataldi (’94) e Rizzo (’94). Il primo, centrocampista centrale col vizio del gol (ne ha realizzati ben 10 nell’anno del titolo laziale), è rientrato alla base dopo l’ottima esperienza in Serie B con la maglia del Crotone, con cui ha totalizzato ben 35 presenze condite da 4 reti e dalla qualificazione ai Play-Off promozione in A. Rizzo, invece, ha trascinato la Lazio al tricolore con i suoi 11 gol in 11 apparizioni, guadagnandosi l’esordio in Europa League con la Prima Squadra, per poi rendersi protagonista di un’esperienza poco felice con il Castilla (squadra satellite del Real Madrid) nella Segunda Division spagnola, conclusasi senza reti all’attivo. Oggi cerca riscatto a Bari, in Serie B, dove ha finora messo insieme appena 56 minuti in 2 partite.

LA FAVOLA CHIEVO – Il nostro viaggio giunge in lidi molto più vicini a noi da un punto di vista temporale. Nella scorsa stagione, infatti, ad aggiudicarsi il titolo di Campione d’Italia fu il sorprendente Chievo Verona – al suo primo sigillo di categoria – capace di imporsi ai calci di rigore contro il Torino, club da sempre all’avanguardia nella crescita dei giovani talenti. Trascinatori e protagonisti del successo dei clivensi sono stati il portiere – classe ’96Simone Moschin, decisivo nella finale contro i granata e capace di ipnotizzare ben due avversari nella lotteria dei penalty, il capitano Kevin Magri, difensore centrale mancino del 1995, il terzino sinistro Filippo Costa (‘94) e il trequartista brasiliano – annata 1995Victor Da Silva, capocannoniere della scorsa edizione del Campionato Primavera con i suoi 19 gol in 22 partite. Dopo la soddisfazione del titolo nazionale di categoria, la società del presidente Campedelli ha riservato a tutti loro un’esperienza in prestito nelle categorie minori: Moschin e Costa sono passati al Pisa, in Lega Pro, così come Magri, approdato al Lumezzane, mentre per il bomber Da Silva avventura in Serie B con la maglia del Pescara.

Insomma, tra nomi già noti ed affermati e quelli, invece, da annotare sul taccuino in attesa di valutarne crescita e progressi, abbiamo potuto apprezzare come – tra tutte queste storie – il comune denominatore sia stata la “gavetta”, ovvero la necessità e l’importanza di formare i nostri giovani prospetti in categorie il cui livello agonistico sia di gran lunga più alto e dove i punti in palio assumono un peso di gran lunga più decisivo. E, in tempo di riforme e di cambiamenti in auge nel nostro movimento calcistico, una simile riflessione si sta facendo prepotentemente strada anche nei corridoi del “Palazzo”.

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