Orazio Rotunno
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Kovacic il nuovo Iniesta: Inter, hai un altro fenomeno

Un paragone azzardato o un accostamento fondato? Ripercorriamo il cammino dei due, cogliendo analogie e differenze nella crescita di entrambi: in campo, ad oggi, sembrano maledettamente simili

Kovacic il nuovo Iniesta: Inter, hai un altro fenomeno
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Mateo Kovacic & Andres Iniesta: il primo a parlarne è stato Juan Jesus, che qualche giorno fa ci è andato ancor più pesante vedendo nel croato un futuro prossimo da top five di tutti i tempi dei centrocampisti. A ruota Boban, uno che di talento e Croazia se ne intende, ed al quale Mateo assomiglia ma fino ad un certo punto. Si possono snocciolare numeri e curiosità, che fino ad un certo punto son capaci di spiegare un paragone che nasce da una riflessione tecnico-tattica: Kovacic è il nuovo Iniesta?

Andrèes Iniesta come Kovacic

Andrèes Iniesta, campione del Barcellona

KAKA, INIESTA, SEMPLICEMENTE KOVACIC: UN IBRIDO FENOMENALE – Mateo Kovacic debutta da professionista a 16 anni e 10 mesi, ma lo avrebbe fatto molto prima se solo non avesse subito un brutto infortunio ad ottobre 2009. In quella stessa partita va’ in rete, diventando il più giovane marcatore nella storia del campionato croato. Chiuderà con 9 presenze ed un gol. Iniesta debutta nel Barça a 18 anni in una partita di Champions League, chiuderà l’annata con 9 presenze ed un gol. Kovacic esordirà in Champions League a 17 anni col Real Madrid, giocherà 12 partite della magica competizione segnando una rete, diventando anche il più giovane capitano nella storia della Dinamo Zagabria. Chiuderà l’annata con 44 presenze e 7 gol. La seconda, di Iniesta, lo vede in campo per 17 volte con due segnature, alla soglia dei vent’anni. L’esordio in Nazionale di Kovacic arriva a 18 anni e 10 mesi, quello di Iniesta a 22 anni. All’età di vent’anni, quella attuale del croato, Iniesta viveva la prima stagione da protagonista nei blaugrana di Rjkaard, collezionando ben 46 presenze e soli due gol. Kovacic ha giocato ad ora 5 partite, segnando già 5 gol.

Questi i numeri, dove il giocatore dell’Inter è sempre superiore, o meglio, precoce rispetto al catalano. Ma in favore del genio blaugrana va’ sottolineata la differenza di competitività di squadra, campionato e nazionale, in cui trovare spazio è decisamente più complicato. Iniesta nasce come giocatore futsal, l’arte del calcio a 5 (e si vede), ma col tempo ha acquisito tutte le proprietà tipiche del giocatore a tutto campo. “Non sono ossessionato da Messi, il pericolo è Iniesta. È fantastico, lavora per la squadra, il modo in cui trova i passaggi, il suo movimento e la capacità di creare spazi è incredibile. È così importante per il Barcellona“, Alex Ferguson. Chiunque guardi una partita del Barcellona si renderà conto di chi sia il vero faro della squadra, dubitando che ve ne sia solo uno in campo, capace di ricoprire ogni zolla dell’immenso Camp Nou, ma soprattutto Iniesta è illegale. Non si può giocare con la colla sugli scarpini, è impossibile avere quella velocità nell’uno-due palla al piede, quel cambio di passo, quella visione di gioco, quella capacità in una frazione di secondo di prendere sempre la decisione più giusta. Un tratto, ulteriore, che sembra accomunare i due è la poca attitudine al gol: le 50 reti di Iniesta sono relativamente poche rispetto alle 511 presenze, praticamente meno di un gol ogni dieci partite. Kovacic sembra in questo inizio di stagione aver cominciato a prendere confidenza con la porta, è a quota 14 gol in 131 partite. Tenendo conto dell’età, possiamo subito dire cosa Kovacic non ha di Iniesta, non ancora almeno e cosa invece già possiede.

La capacità di prendere sempre e comunque la scelta giusta, prescindere dalla zona di campo, dall’avversario, dalla posizione del corpo, della marcatura: in questo Iniesta rischia di essere inarrivabile, per chiunque. L’esperienza con gli anni potrà avvicinare il croato al castigliano, ma qui la crescita nel calcio a 5 rischia di rappresentare un traguardo inarrivabile anche per il talento di Mateo. Le similitudini: sono evidenti, nella capacità di destreggiarsi nello stretto, nel primo controllo, nel cambio di passo. Ecco, forse quest’ultimo aspetto rischia di rappresentare già oggi il vero ed unico punto a favore rispetto alla leggenda blaugrana: la velocità ed accelerazione di Kovacic è devastante per essere un trequartista, ricordando più il primo Kakà che Iniesta.

Non è un caso e nemmeno un mistero, il Barça ha cercato e cercherà Kovacic: è il giocatore ideale per quella filosofia di gioco, è l’uomo ideale per raccogliere un’eredità pesantissima. Sarebbe uno spettacolo vederli insieme, ma lo sarebbe ancor di più ammirarlo in Italia: la Serie A ha già perso troppi talenti, almeno questo teniamocelo stretto.

Orazio Rotunno

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