Jacopo Bertone
No Comments

Nel 2020 partirà il primo Europeo itinerante della storia: pro e contro

Platini e la UEFA hanno coronato il sogno: tra sei stagioni avrà luogo il primo Europeo "internazionale", in onore dei 60 anni della manifestazione

Nel 2020 partirà il primo Europeo itinerante della storia: pro e contro
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

L’immagine del circo è la più suggestiva: nel 2020 l’Europeo si tramuterà in un gigantesco carrozzone che andrà a spasso per l’intero continente a far gridare di gioia tifosi di tutte le etnie, ma le domande e i dubbi circa questa pirotecnica organizzazione sono molti, proviamo a vedere insieme quali possono essere i pro e i contro di questa scelta.

PERCHE’ SI –  1) Glasgow (Scozia), Amsterdam (Olanda), Bilbao (Spagna), Bruxelles (Belgio), Bucarest (Romania), Budapest (Ungheria), Copenhagen (Danimarca), Dublino (Irlanda), Roma (Italia), Londra (Inghilterra), Baku (Azerbaigian), Monaco di Baviera (Germania) e San Pietroburgo (Russia); Questi i nomi delle città scelte, assente ovviamente la Francia che ospiterà Euro 2016, nomi famosi e/o suggestivi, in particolar modo quelli della parte orientale dell’Europa che avranno così la possibilità (e i fondi…) di realizzare impianti sportivi e strutture in grado di far fare un importante salto di qualità allo sport in queste nazioni.

2) Ci sarà così modo di godere dei benefici economici portati della manifestazione in più nazioni diverse: oltre ai soldi incassati dagli sponsor, le medio-piccole realtà economiche e i trasporti avranno sicuramente un beneficio, con un corposo aumento della domanda e la creazione di nuovi posti di lavoro.

2) L’idea di far partecipare tante nazioni fianco a fianco in un momento socio-economico così difficile è decisamente da ammirare dal momento che oltre ai numeri, i grafici e le proiezioni ci sono pur sempre le persone e la loro voglia di collaborare insieme, la quale può essere costruita anche con manifestazioni simili.

PERCHE’ NO – 1) Le squadre saranno quasi sicuramente costrette a munirsi di un sistema di spostamento simile a quello delle franchigie NBA: Jet privati ultra veloci, ultra confortevoli e ultra costosi…che si sposteranno di città in città ad un ritmo frenetico, fiaccando sempre di più i giocatori e compromettendo parte dello spettacolo che saranno in grado di mettere sul campo.

2) Le dietrologie non sono esattamente la passione principale di chi vi scrive, ma pensare che alla base di un’organizzazione di tale calibro non ci siano interessi economici e soprattutto politici legati alla Uefa sarebbe oltremodo ingenuo…

3) Molte le perplessità riguardanti la scelta di premiare il “curioso” spirito europeo della Russia, ora più che mai al centro della tensione politica e bellica internazionale, ci si chiede dunque dove potrebbe trovarsi la nazione di Putin tra sei anni e se sia il caso di affidargli “al buio” una delle sedi.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *