Manlio Mattaccini
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Milan-Juventus | Perché Allegri è migliore di Conte

IL nuovo corso bianconero non sembra avere risentito dell'abbandono di Conte: iniziano i primi consensi, a partire da Buffon

Milan-Juventus | Perché Allegri è migliore di Conte
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Il 15 luglio, a Vinovo, l’addio di Conte fu come un fulmine a ciel sereno. La nomina del suo successore scatenò una vera e propria grandinata di polemiche: l’arrivo di Max Allegri proprio non andava giù a (quasi) nessuno. Il passato sulla panchina del Milan, dal “gol di Muntari” ma soprattutto all’ultima disastrosa stagione culminata col suo esonero, strideva con l’immaginare un nuovo ciclo capitanato dal tecnico livornese. Allegri è arrivato in punta di piedi, sapendo che guidare la Juventus è un ruolo nobile ma “scomodo”, senza fare proclami o promesse. Sapendo che, da queste parti, fare peggio del suo predecessore era maledettamente facile. L’inizio di stagione però è stato positivo: tre vittorie in tre gare, zero gol subiti e attestati di stima che iniziano a fioccare.

Gigi Buffon prova a recuperare per la sfida alla Costa Rica.

Buffon: tra Nazionale e Juventus, agli ordini di entrambi i mister

BUFFON: “ALLEGRI MENO MANIACO DI CONTE” – Sin dai tempi di Cagliari, il “Conte Max” era celebre per le sue partenze a rallentatore. Inutile dire che la critica era lì, pronta, a sferrargli addosso le prime frecciate dopo i passi falsi. Invece, complice anche un calendario finora non particolarmente ostico, la Juventus ha ripreso, in Italia, laddove aveva staccato, e in Champions ha esordito con un netto successo(cosa non riuscita a Conte) riuscendo addirittura a rispolverare la vena realizzativa di Tevez. A dir la verità, per l’intensità e qualità delle prestazioni, sembra che il “passaggio di testimone” non sia avvenuto. Invece nello spogliatoio bianconero la differenza si inizia a sentire. Gigi Buffon, direttamente dalla porta, diventa assist-man verso il suo nuovo mister definendolo “molto attento e pignolo anche nei piccoli dettagli ma credo che rispetto a Conte sia meno maniacale”. 

CONTE BRAVO A COSTRUIRE, ALLEGRI MEGLIO NELLE DIFFICOLTA’ – Ma allora, vuoi vedere che le critiche piombategli addosso forse erano troppo esagerate? Vuoi vedere che, forse, la presenza di Conte non avrebbe dato gli stimoli giusti ad una piazza che in Italia ha vinto tutto, ma in Europa ha toppato troppe volte? L’abilità del neo cittì della Nazionale nel creare le basi di un gruppo vincente, motivato a dovere, le conosciamo molto bene. L’impatto con la panchina azzurra è stato devastante. Però la psicologia, che nel calcio è un elemento sempre meno trascurabile, può scendere in campo in determinate situazioni. Allegri sa bene che si trova una squadra fronte e rodata: i fior di professionisti che si ritrova non devono imparare forse niente da nessuno. Lasciargli quel minimo spazio in più, toccare le giuste note nel singolo, volto a rendere al massimo delle sue capacità, è forse una caratteristica che Allegri può vantare di avere. La sua parentesi sulla panchina rossonera, dopo lo Scudetto alla prima stagione, è stata martoriata dal rapporto burrascoso con Berlusconi e da una rosa scarsamente competitiva. Ciononostante, è arrivato il terzo posto nel 2013 e la qualificazione quasi miracolosa agli ottavi di Champions, prima di consegnare temporaneamente il posto a Seedorf (anche lui defenestrato). Non sarà uno Scudetto, ma poco ci manca. Per chi simpatizzerà davvero Conte, durante Milan-Juventus?

Manlio Mattaccini

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