Davide Luciani

Napoli: Mertens-Insigne, il dualismo sbagliato voluto da Benitez

Napoli: Mertens-Insigne, il dualismo sbagliato voluto da Benitez
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Insigne, il confronto con Mertens è impetoso

Insigne, il confronto con Mertens è impetoso

La partita di ieri contro lo Sparta Praga ha detto che il Napoli non può fare a meno di Dries Mertens. Le accelerazioni del belga, la sua capacità di saltare l’uomo (vedasi il secondo gol) e di essere bravo sia in fase d’inserimento che nel servire i compagni, lo rende un giocatore imprescindibile. O meglio, imprescindibile per tutti, tranne che per Benitez.

L’ETERNO BALLOTTAGGIO – Fin dallo scorso anno, Benitez ha messo, infatti, in ballottaggio, Mertens con Insigne. Lo scugnizzo napoletano è sceso in campo da titolare in 25 occasioni su 36 presenze, con la miseria di 3 gol. Il belga, invece, ha messo a segno 11 reti in 33 presenze, di cui 21 da titolare. Se si eccettua il periodo in cui Hamsik è stato infortunato, e in cui, sia l’ex Pescara che l’ex Psv sono stati schierati titolari, Mertens si è sempre dovuto giocare il posto con Insigne, nonostante i numeri gli dessero pienamente ragione. Anche quest’anno, nelle due gare di campionato, il belga ha dovuto cedere il passo all’italiano. Benitez tira dritto per la sua strada, nonostante l’evidenza dica che Insigne nel ruolo di esterno sinistro è a disagio e che Mertens è l’unico giocatore in rosa in possesso di cambio di passo e dare al Napoli gli strappi di cui la fase offensiva degli azzurri ha bisogno.

E INSIGNE? – La nostra non è una bocciatura per Insigne. Il ragazzo ha qualità, ed è un patrimonio nostrano, ma, la verità, è che nel ruolo di esterno sinistro fa parecchia fatica. Forse, dopo un anno di tentativi infruttuosi, sarebbe ora di provarlo in una posizione diversa, più centrale. Ecco, nel 4-2-3-1 di Benitez, viste anche le difficoltà di Hamsik nell’agire dietro la punta, si potrebbe anche provare ad arretrare lo slovacco sulla linea mediana, piazzando Insigne nel ruolo di trequartista centrale. In questo modo, il numero 17 azzurro, avrebbe quella libertà di movimento che, nell’attuale posizione non ha e Insigne, non sarebbe più costretto a farsi tutta la fascia, cosa che, in fase conclusiva, lo fa essere poco lucido.

NAPOLI DA RIPENSARE –  La partita di ieri ha detto una volta di più che questo Napoli è da ripensare. Benitez, però, non ne vuole sapere e, difficilmente,  cambierà le gerarchie. Per lui Mertens rimane un arma formidabile da giocare a gara in corso, per sfruttarne la velocità quando gli avversari sono stanchi. Insigne, quindi, rimane il titolare su una fascia che non ama e che gli ha creato più di una difficoltà in passato. Certo, grazie a Benitez è stato convocato per il mondiale, ma, giocando a sinistra si è anche beccato molti fischi e il confronto con Mertens è impietoso. La speranza è che Benitez apra gli occhi e si renda conto che, così come lo ha pensato, questo Napoli non va. Ad uno come Mertens non si può rinunciare a cuor leggere. Ieri sera, lo spagnolo, ne ha avuto la dimostrazione più lampante.

Davide Luciani

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