Simone Viscardi
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Fratelli d’Europa, l’Italia s’è desta

Il primo turno di coppe ci consegna squadre vive e vincenti come da tanto tempo non capitava. Dopo la Nazionale, ecco un altro segnale di risveglio

Fratelli d’Europa, l’Italia s’è desta
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Bentornata Italia. Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, la prima tornata stagionale di coppe europee può finalmente farci sorridere. Cinque vittorie in sei partite, col solo pareggio esterno del Torino (comunque su un campo ostico come quello del Brugge) a sporcare un filotto di vittorie che raramente si è visto negli ultimi anni. Sicuramente non è tutto oro quello che luccica e – così come detto anche per i recenti ottimi risultati dell’Italia di Conte – certamente gli avversari incontrati in questi tre giorni erano tutto meno che irresistibili, ma i segnali positivi ci sono, e vanno colti per evitare la tipica usanza italiana dell’ipercritica tendente all’autoflagellazione.

Vittoria in rimonta per il Napoli di Rafa Benitez.

Vittoria in rimonta per il Napoli di Rafa Benitez.

VITTORIE IN OGNI SALSA – Il primo spunto interessante riguarda il come le nostre squadre abbiano ottenuto questi successi, ossia in tutti i modi. La Juve ha faticato a piegare il Malmoe  ed è riuscita – grazie anche alla pazienza della grande squadra – ad aspettare il momento buono per castigare gli svedesi; la Roma, sospinta dall’entusiasmo di un Olimpico caldo come in tutte le occasioni migliori, ha travolto il CSKA Mosca con una esibizione di forza, rabbia e sfrontatezza che dovrà far riflettere anche le “big” del girone Bayern Monaco e Manchester City (sempre che la Roma, QUESTA Roma, non possa essere considerata tale). Nell’Europa minore – ma che regala comunque punti per il Ranking Uefa, come troppo spesso si scordano le nostre società – l’Inter ha sofferto senza cedere in Ucraina, ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo, sintomo di maturità per una squadra che ha capito che non sempre si può vincere 7 a 0. In quanto a sofferenza, il Napoli di Europa League ha troppo spesso abituato i suoi tifosi a prestazioni balbettanti e sconfitte inaspettate (lo stesso Dnipro oggi avversario dell’Inter o il Viktoria Plzen per citarne un paio). L’inizio di gara contro lo Sparta Praga sembrava preannunciare un’altra debacle, ma la reazione al vantaggio ceco è stata finalmente da squadra di carattere, con una vittoria in rimonta che darà sicuramente morale alla truppa di Benitez. La Fiorentina, infine, ha semplicemente fatto valere la propria superiorità sul Guincamp, non lasciando scampo ai transalpini e trionfando in scioltezza.

MOTIVAZIONI E FORMAZIONI – Proprio l’Europa League ci regala la migliore notizia in termini di cambio di tendenza. Le nostre squadre sembrerebbero finalmente aver smesso di snobbare l’erede della vecchia Coppa Uefa, almeno andando a vedere le formazioni. Con l’eccezione di qualche cambio fisiologico per turn-over, tutte le nostre compagini sono scese in campo con gli undici titolari. E se è facile trovare motivazioni nelle notti di Champions, il fatto che le nostre società stiano iniziando ad ottenerne anche in quelle meno nobili dell’Europa League è un segnale indubbiamente positivo. Non è un caso probabilmente l’unico team non vincente è stato il Torino, proprio la squadra scesa in campo con la formazione più rimaneggiata. Prima era la regola, ora forse l’ultima scoria di una vecchia mentalità ormai debellata.

Simone Viscardi (@simojack89)

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