Davide Terraneo
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Real Madrid, il segreto dei successi delle Merengues è Ancelotti

La decima tanto sospirata è arrivata con l'ex tecnico rossonero, uno specialista di vittorie in campo europeo. I segreti del gioco dei Galacticos

Real Madrid, il segreto dei successi delle Merengues è Ancelotti
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La squadra più chiacchierata e più vincente della scorsa stagione è indubbiamente il Real Madrid, capace di tornare a sollevare il trofeo della UEFA Champions League per la decima volta nella sua storia, spezzando la maledizione di una vittoria che non arrivava dal 2002. Ma l’acuto della formazione non dipende soltanto dall’altissimo livello tecnico, che non era bastato ad imporsi nelle precedenti edizioni: è stata infatti preziosissima l’impostazione tecnica plasmata dal c.t. Ancelotti.

IL MODULO – Abbandonate le teorie mourinhiane, il Real Madrid ha trovato maggiore stabilità e una compattezza non sempre conosciuta ai tempi del plurititolato portoghese. Il 4-3-3 con cui le merengues si presentano dalle fasi determinanti delle ultime uscite della scorsa stagione contava su un centrocampo composto da uomini con la rara capacità di unire ad una tecnica sopraffina uno spirito di sacrificio fuori dal comune. Giocatori del calibro di Modric, Kroos, Isco (spesso riserva) e Xabi Alonso garantiscono un supporto di qualità nella fase offensiva e maggiore copertura quando bisogna difendere. Il nuovo acquisto James Rodriguez ha per ora ricoperto piuttosto spesso il ruolo di mezz’ala, come era già toccato a Di Maria nel 2013/14, a dimostrare una capacità di adattarsi in diverse posizioni.

La formazione che il Real Madrid ha schierato nell'ultimo derby di campionato contro l'Atletico

La formazione che il Real Madrid ha schierato nell’ultimo derby di campionato contro l’Atletico

LO STILE DI GIOCO – La caratteristica principale del Real Madrid targato Ancelotti è la sua costante ricerca di verticalizzazioni che possano liberare lo spazio per giocatori come Bale o Ronaldo, la cui velocità consente frequentemente di bruciare la retroguardia avversaria e inventare spiragli quasi invisibili. Preziosissima in questo senso anche la già citata tecnica dei mediani, che permette di sbloccare situazioni complicate. Altre armi taglienti dell’arsenale madrileno sono i terzini, capaci di rapidi inserimenti e di pennellare palloni invitanti per Benzema, prima punta abilissima sotto porta e negli scambi in spazi stretti. Il francese è inoltre un ottimo punto di riferimento per le ali che cercano fortuna sulle fasce per poi provare a servire il bomber al centro dell’area. La coppia di centrali Pepe-Ramos garantisce pochi rischi sui calci piazzati e maggiori opportunità sui corner a favore. Opportunità a volte fondamentale, e i cugini dell’Atletico lo sanno bene.

PUNTI DEBOLI – Trovare difetti in un macchinario praticamente perfetto è decisamente complicato. Per battere il Real Madrid bisognerebbe forse essere folli come Jurgen Klopp (e non è semplice) e cercare di attaccare a testa bassa, come fece il Borussia Dortmund nel ritorno dei quarti di finale di Champions. Certo, mancava CR7 quel giorno, e la difesa dei tedeschi ha trovato una serata di incredibile brillantezza fisica e tattica. I due centrali a volte soffrono la stazza e non sono sempre ad alto livello nello sprint, soprattutto con avversari particolarmente veloci. Inoltre l’inesperto Carvajal paga a volte l’emozione (ricordate la finale?), mentre quando Cristiano Ronaldo è nervoso a volte finisce per bloccarsi. Capita raramente, ma se il portoghese non è a suo agio nel genere di partita che si sta sviluppando fatica a regalare il solito spettacolo. Inoltre un gioco così rischioso con i terzini che spingono e cercano spesso la sovrapposizione permette la possibilità di infilare la retroguardia in contropiede, se si è abbastanza lesti da evitare il rientro del solito Modric. Tutti fattori che vanno sfruttati nelle poche occasioni in cui si presenteranno. Ma se volete consigli su come contrastare il Real Madrid, chiedete al “Cholo” Simeone: è lui la vera bestia nera dei blancos.

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