Simone Viscardi
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Incredibile scoperta di Rodgers, Balotelli è un attaccante

Dopo anni a svariare sul fronte d'attacco, il tecnico dei Reds sembra essere deciso ad utilizzare Balotelli come prima punta, e i risultati arrivano

Incredibile scoperta di Rodgers, Balotelli è un attaccante
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Silvio Berlusconi aveva ragione. Il presidente rossonero era stato l’unico, negli ultimi anni, a indicare in quello di prima punta il ruolo congeniale a Mario Balotelli. Adesso però, il patron del Milan sembrerebbe avere trovato un altro che la pensa allo stesso modo, l’allenatore del Liverpool Brendan Rodgers. A dir la verità anche Cesare Prandelli aveva provato più volte a schierare il bomber bresciano come unico terminale offensivo, salvo poi cambiare idea nella sfida decisiva dell’ultimo Mondiale contro l’Uruguay. Il tecnico dei Reds invece sembra seriamente intenzionato a fare di Balo il proprio perno d’attacco, e i risultati sembrano già dargli ragione, vista la rete da centravanti consumato messa a segno ieri sera.

Brendan Rodgers, tecnico del Liverpool capolista in Premier

Brendan Rodgers, tecnico del Liverpool

ENIGMA TATTICO – In effetti, fino ad ora, è sempre stato difficile inquadrare Super Mario in un ruolo ben definito, e ogni coach che lo ha allenato ha avuto idee ben diverse su come impiegarlo. Nelle prime stagioni nel calcio professionistico, Roberto Mancini lo ha spesso utilizzato come seconda punta, in appoggio a un centravanti classico come Julio Cruz o Hernan Crespo in sostituzione dell’infortunato Ibrahimovic. Proprio la difficile coesistenza con il fuoriclasse svedese aveva convinto il successore del Mancio, ossia Josè Mourinho, dell’opportunità di allargare il raggio d’azione di Balotelli, decentrandolo fino all’estremo, con l’avvento del 4-2-3-1 di Tripletiana memoria. Le caratteristiche di Balo però non sono quelle dell’ala, e il rapporto con il portoghese si è incrinato proprio per la difficoltà dell’allora giovanissimo talento nell’accettare un lavoro di copertura poco consono alle sue abitudini. I primi segnali di un ritorno al passato si sono avuti quando Mario è tornato alla corte di Mancini, nel Manchester City. Qui il tecnico marchigiano lo ha alternato nel ruolo di prima o seconda punta, a seconda del compagno di reparto (Aguero o Dzeko).

DILEMMI ROSSONERI – Arrivato in pompa magna al Milan – sua squadra del cuore – Mario ci ha messo impegno e abnegazione, pur con qualche “scappatella”, per soddisfare i sacrifici richiesti da Massimiliano Allegri. Il livornese chiede ai suoi attaccanti di essere i primi difensori, e in particolar modo di pressare senza risparmiarsi. Proprio questo “lavoro sporco” aveva fatto scattare la critica presidenziale. Secondo Berlusconi infatti, per fisico e talento, Mario avrebbe dovuto fare il centravanti e non giostrare così lontano dalla porta. Probabilmente è una mezza verità, dato che in ormai 7 anni di calcio professionistico Balo ha raramente fatto vedere numeri da sfondareti o tantomeno la freddezza necessaria sottoporta per fare 20-25 gol a campionato. Rodgers sembra avere le idee chiare, e se dovesse avere ragione due italiani ne saranno molto contenti: Silvio Berlusconi, certo, ma soprattutto Antonio Conte.

Simone Viscardi (@simojack89)

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