Jacopo Bertone
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Mauro Icardi e Hernan Crespo, tan parecidos como distintos

Due campioni simili, ma anche diversissimi, con due modi di vedere il calcio (come la vita) assolutamente tangenziali, con il destino dello stesso colore, il nerazzurro, e la medesima attitudine per il gol

Mauro Icardi e Hernan Crespo, tan parecidos como distintos
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Mauro Icardi, volto dell'Inter 2014-2015

Mauro Icardi, volto dell’Inter 2014-2015

Immaginate di essere dentro ad una macchina del tempo, ma il tempo stesso non c’è, si è fermato. Due storie da raccontare, due campioni dello sport a confronto, il passato ed il presente si uniscono in un unico racconto. Tutto questo, e molto altro, in “Ritorno al futuro”, la nuova rubrica del mercoledì di SportCafe24.

Il senso del goal: questa romantica, eterea, innata capacità di riuscire ad avere la percezione chiara di quando sia il momento di allungare il passo, spiccare un salto, mettere il piede nello spazio lasciato vuoto dal difensore e far gonfiare la rete; I più forti attaccanti del mondo hanno questa qualità, ma c’è un particolare tipo di punte, quelle argentine, per cui questo talento va ben oltre il limite che le parole ci permettono di descrivere, è un qualcosa di armonioso, idealmente accompagnato dalle note di un Tango rioplatense, per cui ogni goal che fanno è più di un goal, è una forma d’arte, basti guardare il modo di andare in rete di Mauro Icardi o di Hernan Crespo e capirete di cosa sto parlando.

MAURITO, “o Cañito ” – Cresciuto a Rosario, Mauro Icardi si è sempre distinto per la maggiore maturità (calcistica…) dimostrata nei confronti degli altri ragazzi sia in patria che a Las Palmas nelle isole Canarie, località nella quale dovette trasferirsi per problemi economici. 384 in sei anni furono “sufficienti” per attirare l’attenzione di un certo Lionel Messi, il quale insistette molto per far si che il ragazzo di origini piemontesi vestisse blaugrana, finchè le sue richieste vennero soddisfatte. La storia spagnola di Icardi, per la verità, durerà molto poco, giusto il tempo di litigare con Pep Guardiola e di scattare una “beffarda” foto ricordo con il suo attaccante preferito, Maxi Lopez (sigh…). Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quel TALENTO un po’ così l’ex Barcellona si trasferisce a Genova, sponda blucerchiata, dove in due anni, infortuni permettendo, domina sia a livello primavera che in prima squadra, specie quando incontra il bianconero della Juventus sulla sua strada, resta negli annali la partita in cui da solo consegna una storica vittoria  alla Samp segnando due goal allo Juventus Stadium: un “vizietto” che gli tornerà utile in futuro. Scoppia poi il caso Wanda Nara: anche se non è questa la sede adatta per parlarne (ammesso che questa sede esista..) credo che sia lampante il fatto che questa vicenda ci ha mostrato il lato peggiore del ragazzo, quello strafottente, borioso e immaturo che per diversi mesi ne ha fatto l’uomo meno rispettato della rete, ma il bello del calcio è che prima o poi si scende in campo, qui si apprezza questo straordinario centravanti dal fisico longilineo ma dal passo elegante che fa sempre goal e fa cantare di gioia i suoi tifosi, quelli nerazzurri ovviamente, abituati ad avere tra le loro fila grandi bomber, poco importa se siano dei santi o meno, l’importante è che portino l’Inter dove merita: davanti a tutti.

HERNAN, “Valdanito” La storia di Crespo comincia non lontano dalla Rosario di cui sopra, a Florida, dove mette in mostra un grande talento, tanti boccoli e tanta voglia di fare, che convincono niente meno che il River Plate a portarlo a Buenos Aires, dove in tre stagioni da professionista realizzerà 24 goal, prima di attraversare l’Atlantico e trasferirsi nella squadra che gli cambierà la vita, il Parma. 4 anni da incorniciare, sempre con quel passo felpato e quel sorriso coinvolgente, sua ideale firma a ognuno degli 80 goal segnati in gialloblù: tutti parlano di Juve ma alla fine arriva la Lazio e se lo porta a Roma, dove vivrà altre due grandissime stagioni. Finalmente l’Inter, anche se per poco, una sola stagione per altro costellata di infortuni, che convinceranno Moratti ad accettare l’offerta del Chelsea ma con la promessa di rivederlo un giorno in nerazzurro perchè il ragazzo è rimasto molto legato a città e tifosi. A Londra passa una stagione a corrente alternata, allora fa ritorno nel capoluogo lombardo dove sfiora una Champions con la maglia del Milan, prima di riattraversare la Manica e vincere un campionato con i Blues. E’ un professionista serio Hernan, un uomo vero che mantiene tutte le sue promesse e infatti torna all’Inter dove per tre anni regala ancora tante gioie a un pubblico che lo adora, ricambiato. Chiuderà la carriera al Parma, ma il suo legame con il popolo nerazzurro rimarrà sempre perchè all’interista piace variare, apprezza tanto il “bad boy” Icardi quanto “l’attaccante della porta accanto” Crespo, due modi opposti di essere professionista e di vivere la vita, che però sul campo si sovrappongono e danno gli stessi risultati, i goal, il carburante del cuore di ogni tifoso, il motivo per cui ogni Domenica si va allo stadio, la ragione che fa del calcio lo sport più bello del Mondo.

“Ritorno al futuro” tornerà tra sette giorni. Altre due storie si intrecceranno all’interno della nostra macchina del tempo. Chi vorreste vedere? Scrivetecelo su Twitter menzionando l’account@SportCafe24 e utilizzando l’hashtag #ritornoalfuturo.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

 

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