Matteo Masum
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Totti e la Champions League: a never ending story

Dal gol al Bernabeu, al 7-1, passando per la "fatal" Liverpool e l'impresa a Lione. La storia di un rapporto fatto di alti e bassi

Totti e la Champions League: a never ending story
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Totti e Garcia in conferenza alla vigilia del Cska

Totti e Garcia in conferenza alla vigilia del Cska

L’ultima volta non andò benissimo, per usare un eufemismo. Negli ottavi di finale della Champions League 2010-11 la Roma fu schiantata dallo Shaktar Donetsk. All’Olimpico, i giallorossi persero 2-3, mentre in Ucraina finì 3-0 per gli uomini di Mircea Lucescu. Francesco Totti era in campo all’andata, ma non al ritorno, quando Montella decise di risparmiargli una fatica che, effettivamente, appariva del tutto immotivata. Tre anni e mezzo dopo, Totti ci riprova, e stasera sarà il condottiere di un’altra Roma, che vuole stupire tutti, a cominciare da se stessa. Una storia, quella tra il capitano giallorosso e la Champions League, fatta di alti e bassi, frutto di una scelta, che ieri il numero 10 ha ribadito come la migliore possibile. La lunga militanza nella squadra del suo cuore, della sua vita, gli ha precluso la possibilità di vivere questa competizione da protagonista. Il suo marchio, tuttavia, lo ha lasciato lo stesso.

LE DELUSIONI- Abbiamo detto, dunque, alti e bassi. Le delusioni sono state diverse nelle 50 presenze del capitano della Roma. La più pesante, è inutile sottolinearlo, non può che essere rappresentata dal tremendo 7-1 inflitto dal Manchester Utd, il 4 aprile del 2007. Meno umiliante, ma forse più cocente, la delusione patita a seguito dell’eliminazione dalla Champions 2008-09, per mano dell’Arsenal, ai calci di rigore, nell’edizione che si sarebbe conclusa proprio a Roma. Andando un po’ più indietro nel tempo, la sconfitta per 2-0 all’Anfield, contro il Liverpool, nel 2002, che costò l’eliminazione già nella fase a gironi. O ancora, lo 0-3 a tavolino nell’edizione 2004-05, provocata dal lancio della famosa monetina nel match contro la Dinamo Kiev.

LE GIOIE- Il marchio, come detto, Francesco Totti lo ha saputo imprimere. Il gol di testa con cui la Roma aprì le marcature allo Stade de Gerland, dove il Lione non perdeva da 6 anni, resterà nella memoria di tutti i tifosi giallorossi, al pari della splendida rete di Mancini, con cui la squadra di Spalletti chiuse il match ed il discorso qualificazione (erano gli ottavi di finale dell’edizione 2006-07). L’anno dopo, la Roma fece fuori il Real Madrid con un doppio 2-1, ed all’andata, la rete decisiva di Mancini fu ispirata proprio da un geniale assist del numero 10. Impossibile dimenticare, poi, la rimonta contro il Bayern Monaco nella fase a gironi del 2010 (da 0-2 a 3-2); Totti, anche lì, fu protagonista, siglando il gol decisivo dal dischetto. Non si può non menzionare la doppietta nel 3-0 al Valencia nella Champions 2002-03, ma di quella edizione, il capitano porterà per sempre nel cuore il siluro con cui la Roma violò il Santiago Bernabeu.

Ora il CSKA, poi le grandi sfide. Totti vuole essere protagonista, una volta di più.

Matteo Masum

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