Vincenzo Galdieri
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Niño Torres, ora risorgi: non è mai troppo tardi per diventare grandi

Peter Pan più per 'percepito sociale' che per scelta effettiva, Torres ha a Milano la possibilità di ribaltare a suo favore le connotazioni negative del soprannome che si porta dietro: si può sognare di diventare grandi anche a 30 anni

Niño Torres, ora risorgi: non è mai troppo tardi per diventare grandi
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Fernando Torres milan

Fernando Torres, alla presentazione con la maglia del Milan: inizia la sua seconda carriera?

Se hai 30 anni e ti chiamano ancora Niño, non sai bene se sentirti lusingato o preso in giro. Ti trovi in una sorta di limbo. Anche perchè fisicamente 30 anni non li dimostri nemmeno, e allora il soprannome Niño torna buono. Però devi fare pure i conti con la carta d’identità, e quella non mente. Trent’anni sono un punto di svolta, per tutti: dall’operaio all’imprenditore, dal magazziniere al calciatore. Ma possono rappresentare anche il momento giusto per cominciare una vita diversa, una carriera diversa. Con una maturità diversa, soprattutto. Fernando Torres si guarda allo specchio e si fa qualche domanda: ‘E adesso? Sono giovane o vecchio? Sono ancora in tempo per ricominciare?’ Le risposte le darà il campo. Ma le risposte Fernando ce le ha già dentro se’, in realtà. Torres in questo momento sa benissimo che per lui può iniziare ufficialmente il secondo tempo di una carriera che si preannunciava epica e poi si è rivelata ‘soltanto’ ottima, con un ultimo anno quasi in caduta libera. Ma non è troppo tardi, no. Anche se non è più un Niño.

RISORGI, NIÑO. E DIVENTA GRANDE – Il fatto è che quando Torres era un Niño per davvero, era forte da far spavento. Tra i 18 ed i 26 anni segna caterve di gol, equamente suddivisi tra Madrid e Liverpool. Il Chelsea lo compra a suon di milioni, facendo un semplice ragionamento: “Se questo qua ha fatto quel che ha fatto da Niño, figuriamoci che cosa può combinare quando diventa grande”. Il problema è proprio quello. Chiamato a diventare grande una volta per tutte, Torres si blocca. Quasi come se avesse paura di fare quel passo definitivo, quello che lo consegna alla storia come uno dei migliori attaccanti mai esistiti. Quasi come se avesse paura di crescere. E cosi il soprannome comincia a pesare come un macigno, diventa un’ancora di nostalgia. Torres era Torres soltanto da giovane, soltanto da Niño. Tra i 27 ed i 30 anni, nel cosiddetto pieno della carriera, Fernando si perde. Londra non gli porta bene, lui si spegne ed è sempre più corrucciato. Come i bambini quando gli portano via i giocattoli. Non strilla, non frigna, perchè è educato e professionale. Ma sembra sempre più triste. E cosi l’immagine del Torres forte, fenomenale, stratosferico, rimane legata imprescindibilmente alla sua gioventù. Oggi però Torres ha una possibilità. Quella di dimostrare a tutti che lui grande, grandissimo lo poteva diventare per davvero. E lo potrà diventare anche in un secondo momento. A 30 anni non c’è più tempo per aspettare, ma c’è ancora abbastanza tempo per crearsi aspettative. Per risorgere, per crescere. E per tornare a segnare, sognare e far sognare. Immagina di essere ancora bambino, Nando. Ma con la consapevolezza di esser diventato ormai grande. Se lo farai, tutto verrà naturale. Garantito.

Vincenzo Galdieri (Twitter: @Vince_Galdieri)

 

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