Marco Scipioni
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Bonaventura si è preso il Milan

Bonaventura subito decisivo: arrivato tra lo scetticismo generale, risulta subito decisivo

Bonaventura si è preso il Milan
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Se 20 giorni fa avessero detto a Bonaventura che sarebbe stato titolare nel Milan e decisivo con un gol, il 25enne centrocampista probabilmente avrebbe accusato di pazzia coloro che facevano tali affermazioni. Sarebbe potuto sembrare un sogno 2 settimane fa, invece, oggi, è realtà. Bonaventura si è preso il Milan.

Bonaventura ha detto di ispirarsi a Rui Costa

Giacomo Bonaventura, attaccante del Milan

SUBITO DECISIVO – Arrivato tra lo scetticismo generale, in quanto un ragazzo che a 25 anni non è ancora emerso nel grande calcio, secondo i più, non è sinonimo di giocatore di qualità, Bonaventura ha impiegato solamente 25 minuti per smentire tutti sul campo attraverso il gol del momentaneo 0-1 a favore della squadra rossonera.

UN NUOVO CALCIO – Comunque l’ex centrocampista dell’Atalanta non è nuovo a ottime partite, in quanto reduce da ottime stagioni con la squadra bergamasca e certamente il trasferimento a 25 anni l’ha aiutato ad affrontare il cambio di maglia con la giusta mentalità e senza inutili allarmismi. Inoltre Bonaventura ha potuto beneficiare di caratteristiche che lui possiede e che ogni grande giocatore, per essere tale, deve avere: determinazione voglia di lavorare e costanza.

Molto spesso in un passato anche piuttosto recente si era soliti prediligere le qualità tecniche o il nome esotico e spesso si trascuravano le qualità interiori; probabilmente si è giunti a conclusione che il vero aspetto essenziale per il raggiungimento di palcoscenici importanti è anche, se non soprattutto, la presenza in squadra di uomini veri. Tale forse è il motivo principale del vero rilancio del Milan che ha intrapreso un cammino diverso dal passato, infatti, alla qualità tecnica si cerca di sopperire con l’unità e l’umanità di cui Inzaghi è promotore e simbolo e Bonaventura ne è interprete.

L’IMPORTANZA DEL GRUPPO – Il calcio dunque sembra cambiare: se ieri il singolo vinceva sul collettivo, oggi pare l’esatto opposto. Oggi si possono vivere bellissime favole in cui anche un ragazzo comune, semplice come la maggior parte delle persone, può diventare idolo delle folle e salvatore, se non della patria, di una squadra di calcio valida come lo era e lo è ancora oggi.

Marco Scipioni 

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