Simone Viscardi
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Inter: un anno dopo è ancora 7-0, ma qualcosa è cambiato

Ancora una goleada, ancora sette reti sul Sassuolo. Rispetto ad un anno fa però ci sono molte differenze, per un'Inter ora realmente di Walter Mazzarri

Inter: un anno dopo è ancora 7-0, ma qualcosa è cambiato
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Il popolo dell’Inter si è svegliato questa mattina con i postumi dell’abbuffata di gol vista ieri pomeriggio. Soddisfazione, certo, ma anche qualche pensiero. Il paragone con la goleada dell’anno scorso è scontato e immediato, e altrettanto facile è pensare che, così come nella passata stagione, possa essere solo una piacevole eccezione in un’annata nuovamente di transizione. Ci sono alcuni dettagli però che fanno ben sperare, e che lasciano lecitamente sognare i nerazzurri.

Walter Mazzarri, allenatore dell'Inter

Walter Mazzarri, allenatore dell’Inter

I PROTAGONISTI – In primis, andando semplicemente a rivedere le formazioni, i nomi dei protagonisti. L’anno scorso l’Inter di scena a Reggio Emilia era ancora una squadra alla ricerca della propria identità, con gente come Campagnaro e Taider che presto sarebbe sparita dal giro dei titolari, così come l’illusorio Alvarez, sorpresa di quelle prime giornate di campionato. Era ancora l’Inter di Cambiasso – titolare inamovibile – e di Milito, rientrante in quell’occasione e autore di due reti. La nuova Inter invece è tutta nelle accelerazioni di Kovacic e nella freddezza di Icardi. Nelle prime due uscite interne stagionali la “coppia degli incedibili” ha già segnato 9 gol. Certo, gli islandesi dello Stjarnan e questo Sassuolo non erano ostacoli insormontabili, però alzi la mano chi si aspettava un 13 a 0 totale. Quel successo coprì molte delle lacune presenti nella prima creatura di Mazzarri, questo invece esalta le caratteristiche di una squadra costruita ad immagine e somiglianza del tecnico toscano. Anche il Sassuolo, del resto, non è più la timida squadra che si affacciava per la prima volta al palcoscenico della Serie A. Ora tutti conoscono le doti di Zaza e Berardi, e pochi avrebbero scommesso su un’altra debacle del genere.

MEDEL D’ORO – Il credo dell’ex allenatore del Napoli è traducibile in una sola parola: concretezza. E nell’undici di partenza l’uomo che balza subito agli occhi è Gary Medel. Look da tamarro e faccia tutt’altro che raccomandabile a parte, il cileno è veramente l’uomo che mancava. Con la sua grinta e la leadership naturale si è già preso le chiavi del centrocampo, con buona pace dell’altro Bad Boy M’Vila. Con la sua presenza Mazzarri può permettersi anche di completare il pacchetto mediano con la fantasia e la classe di Kovacic ed Hernanes, senza per questo sbilanciare la squadra, oltre che schierare una seconda punta (ieri Osvaldo, nelle prossime probabilmente Palacio). Con il Cuchu questo – per caratteristiche fisiche e anagrafiche – non era possibile.

I NUOVI GIÀ INTEGRATI – L’addio a tutti gli eroi del “Triplete”, seppur doloroso, sta iniziando a portare frutti. Senza veri e propri senatori – col loro carico di esperienza ma anche di soggezione –  è più facile integrarsi per i nuovi, specie se giovani. Dodò sembra già un interista consumato, Osvaldo segna che è una bellezza. Gente come Kovacic e Icardi – e qui si chiude il cerchio – è responsabilizzata, e i risultati si vedono. Solo il futuro – e le prossime partite – ci diranno se è vera gloria, ma se il buongiorno si vede dal mattino, il popolo dell’Inter, questa mattima, si è svegliato bene.

Simone Viscardi (@simojack89)

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