Davide Terraneo
No Comments

Contador dominatore, tappa e (quasi) Vuelta

Lo spagnolo controlla gli attacchi di Rodriguez e Froome e piazza la stoccata all'ultimo chilometro. L'inglese e Valverde completano il podio

Contador dominatore, tappa e (quasi) Vuelta
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Si pensava che si sarebbe limitato a rintuzzare gli attacchi dei suoi principali avversari, e invece Alberto Contador ha deciso di fare molto di più. Lo spagnolo della Tinkoff ha infatti conquistato anche la ventesima tappa, con arrivo sul temutissimo Puerto de Ancares. Prima ancora della cronometro finale di Santiago de Compostela, il madrileno ha ipotecato il trionfo.

LA SINTESI – Come accaduto spesso nelle ultime giornate, la fuga giusta stenta a trovare spazio nella parte iniziale della frazione odierna. Dopo una trentina di chilometri il quartetto composto da Niemiec, Coppel, Mederel e Poels prende il largo e cerca di anticipare le azioni dei big. Il forsennato ritmo del Team Sky permette al plotone di rientrare proprio ai piedi dell’ultima asperità di giornata, dove è uno straordinario Philip Deignan a fare il passo e selezionare una decina di atleti in grado di lottare per la tappa. A nove chilometri dall’arrivo ci prova Joaquim Rodriguez, che si gioca il tutto per tutto nel tentativo di ritagliarsi uno spazio sul podio della classifica generale. Temendo di perdere il suo terzo posto, Valverde si lancia all’inseguimento del capitano della Katusha, seguito solo per un breve tratto dal francese Barguil. Terminato il lavoro dei proprio compagni, Chris Froome inizia a fare l’andatura e si riporta in breve sul murciano, portando con sé Aru e Contador. A sei dal traguardo arriva l’attesissima stoccata del britannico, che si scrolla di dosso il sardo e stacca il capitano della Movistar, approfittando forse di un momentaneo problema meccanico di quest’ultimo, ma non si libera della compagnia della maglia rossa. L’azione insistita del kenyano bianco permette di raggiungere e staccare “Purito”, poi distanziato anche da un Valverde grintoso e ben poco intenzionato a mollare. Il tratto di falsopiano ai meno 4 permette al britannico della Sky di sfruttare le sue doti di cronoman e raddoppiare il vantaggio su Alejandro e Rodriguez. A circa duemila metri dall’arrivo nuova accelerazione di Froome, che sembra mettere in croce Contador: ma nell’istante in cui il vincitore del Tour 2013 smette di spingere il madrileno rilancia e fa il vuoto, andando a cogliere il suo secondo successo personale in questa Vuelta e mettendo in cassaforte anche la vittoria finale. Al secondo posto il britannico giunge stremato dopo 16 secondi, mentre Valverde e “Purito” pagano rispettivamente 57″ e 1’18”. Ancora buona quinta posizione per Fabio Aru, arrivato solo 3 secondi dopo il capitano della Katusha.

Alberto Contador al traguardo della Bola del Mundo 2012, quando difese la vittoria della Vuelta

Alberto Contador al traguardo della Bola del Mundo 2012, quando difese la vittoria della Vuelta

LA GENERALE – Nella graduatoria Alberto Contador porta il suo margine su Froome a 1’37”, potendo quindi permettersi di percorrere come passerella finale l’ultima prova contro il tempo, lunga solo 10 km. Congelate le posizioni nella top 5, con Valverde a 2’35”, Rodriguez a 3’57” e Aru a 4’46” che difficilmente potranno guadagnare sui rivali. Vanno oltre i 10 minuti di ritardo Samuel Sanchez, Martin, Barguil, Navarro e l’ottimo Damiano Caruso, che sicuro di essere nei primi dieci può cercare il colpaccio sullo spagnolo della Cofidis, davanti a lui di 6 secondi. L’attacco dell’italiano della Cannondale alla nona posizione può essere l’unico scossone dei migliori: gli occhi saranno sicuramente tutti puntati sullo strabiliante Contador, infortunatosi al Tour e arrivato alla Vuelta con molti dubbi di condizione. Dubbi dissipati tra un attacco e l’altro, con un coraggio d’altri tempi che ha legittimato il trionfo finale due anni dopo la rinascita post squalifica. Lo stile del madrileno non può che rimanere nel cuore di ogni appassionato, in un Giro di Spagna che ha visto i migliori ciclisti del mondo (esclusi Nibali e solo in parte Quintana) darsi battaglia. Uno spettacolo puro che mancava da tempo agli annali di una corsa a tappe spesso snobbata dai big. E come avvenuto più volte nella lotta tra i migliori a spuntarla è stato lui. Forse il migliore. Forse. La speranza che la prossima stagione possa chiarire ogni dubbio esiste. Ma bisognerà incrociare le dita di vedere lo spagnolo e il siciliano impegnati nella stessa corsa. Appuntamento alla prossima estate o già a maggio in Italia?

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *