Vincenzo Galdieri

Euro 2012, Spagna-Italia 4-0 – Le pagelle di SportCafe24

Euro 2012, Spagna-Italia 4-0 – Le pagelle di SportCafe24
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 SPAGNA

CASILLAS 7 – Para tutto quello che deve, si fa trovare pronto su Cassano,  Montolivo e Di Natale. La verità è che l’Italia qualche occasione l’ha avuta, peccato che si sia trovata davanti un portiere insuperabile, che gioca su livelli di eccellenza assoluta dal giorno in cui è cominciata la sua carriera.

ARBELOA 7 – Controlla senza problemi la sua zona di competenza, dalla sua parte gli azzurri non sfondano mai.

PIQUE 7 – Gli avanti italiani non gli creano particolari problemi, ma lui ci mette del suo limitandoli grazie a quelle che sono le sue caratteristiche migliori: classe e prestanza fisica. E poi vederlo uscire palla al piede è una goduria per gli amanti del bel calcio.

SERGIO RAMOS 7,5 – Annulla Balo con una facilità disarmante, degna di quello che è uno dei migliori difensori del pianeta. Sul finale, quando sta già 4-0, prova anche un gol di tacco: forse sarebbe stato troppo.

JORDI ALBA 8,5 – Il fatto che pochi giorni fa sia stato dato l’annuncio del suo passaggio al Barcellona deve averlo evidentemente galvanizzato, perchè gioca addirittura meglio rispetto al solito. L’inserimento per il gol è straordinario, l’esecuzione pure. Sfreccia sulla fascia con incredibile rapidità e costanza. E’ nata una star.

XAVI 7,5 – Fondamentale nello smistare una quantità indefinita di palloni, si toglie pure il lusso di fare due assist strabilianti per Jordi Alba e Torres. Fenomeno.

INIESTA 8,5 (IL MIGLIORE) – Meraviglioso. Senza di lui la grande Spagna probabilmente perderebbe metà della propria forza d’urto. Crea pericoli su pericoli, l’Italia quando la palla tra i piedi ce l’ha Don Andres non sa davvero che pesci pigliare. Probabilmente è il giocatore che più sposta gli equilibri all’interno di un qualsivoglia collettivo. Ai livelli di Messi e Ronaldo.  Dall’87’ MATA 7 – Entra e segna subito: cosa si può volere di più dalla finale di un Europeo?

XABI ALONSO 7 – Gestisce il traffico sapientemente e con la consueta personalità. Si gode un trionfo in cui ha fatto più lavoro oscuro che altro, eccezion fatta per la notte da eroe contro la Francia.

BUSQUETS 7 – Il filtro che garantisce lui in mediana non lo garantisce quasi nessuno. Appena l’Italia prova a mettere la testa fuori dal sacco va in pressing ossessivo sul portatore di palla, spegnendo il fuoco azzurro sul nascere.

D.SILVA 8 – Con i suoi movimenti rapidi ed i suoi dribbling ubriacanti manda in panico la difesa italiana: ogni volta che Silva prova a cambiare passo sbandiamo paurosamente. E poi – soprattutto -segna il gol più importante, quello che sblocca la partita. Esterno devastante.  Dal 67′ PEDRO RODRIGUEZ 7 – Partecipa alla festa in maniera attiva, dando il cambio a Silva che aveva speso quasi tutto. Rapidità di gambe e di pensiero, aiuta la Spagna a condurre in porto la vittoria.

FABREGAS 8 – Altrochè falso nove, questo qua sta diventando un attaccante vero. Uno di quelli moderni, che lavorano molto per la squadra ma quando c’è da buttarla dentro non si fanno pregare. Ieri il gol non è arrivato, ma il resto è stato encomiabile. Dal 75′ TORRES 8 – Entra, fa un gol ed un assist, si toglie la soddisfazione di segnare per la seconda volta di fila in una finale europea e vince il titolo di capocannoniere di Eur0 2012: mica male per un attaccante che viene dato in crisi irreversibile.

All. DEL BOSQUE 9 – Con l’aiuto di Aragones – allenatore spagnolo ad Euro 2008 – ha costruito un gruppo straordinario, riuscendo nell’impresa di far convivere le stelle di Barcellona e Real Madrid. Risultato: Triplete. In sei anni la Spagna ha vinto tutto, due Europei ed un Mondiale. Un risultato incredibile, forse impareggiabile. O forse no. Perchè questa Roja sembra infinita, ed è già favorita d’obbligo per il prossimo Mondiale: l’obiettivo adesso è uno straordinario poker. Già, il bello della Spagna è proprio questo: le Furie Rosse non sono mai sazie. Mai.

ITALIA

BUFFON 6 – C’è davvero poco da imputargli, forse potrebbe coprire meglio la porta in occasione del secondo gol, ma sono bazzecole. Opinabili, oltretutto. La verità è che SuperGigi non può fare praticamente nulla per evitare la goleada ispanica.

ABATE 5 – Iniesta e Jordi Alba lo travolgono, lui a tratti prova a ribellarsi ed altrettante volte rimane inerme, ad attendere. E poi non prova mai a prendere iniziativa.

BONUCCI 6 – Sbroglia un sacco di situazioni intricate, ci mette fisico, grinta, intelligenza, tutto. Risulta uno dei migliori in assoluto nella disgraziata serata di Kiev. E’ cresciuto tanto nell’arco di questo Europeo, alla fine piange come un bambino. Voleva questa vittoria, ma è giovane e si rifarà: se dovesse continuare su questa strada nulla gli sarà precluso.

BARZAGLI 5,5 – Un po’ in affanno contro i velocisti spagnoli, se la cava col mestiere. La realtà è che lui e Bonucci evitano un’imbarcata addirittura peggiore.

CHIELLINI 5 – Ha l’alibi dell’infortunio pregresso che poi si riacutizza e lo costringe ad uscire, ma va valutato per ciò che ha fatto in campo. Non il solito Chiello, Fabregas in occasione del primo gol gli va via che è una meraviglia. E le già labili certezze dell’Italia cominciano a crollare. Dal 21′ BALZARETTI 6 – Rimasto inspiegabilmente in panchina dopo la splendida prova con la Germania, quando entra prova a dimostrare a tutti cosa significa giocare una finale, lui che non ne ha fatte proprio tantissime in carriera. Foga agonistica ai massimi livelli, dalla sua parte almeno ogni tanto l’Italia prova anche a mettere in difficoltà gli avversari. Bravo comunque Balza.

DE ROSSI 5 – Con ogni probabilità era fisicamente provato dopo le maratone contro Inghilterra e Germania, fatto sta che la Spagna non si accorge nemmeno della sua presenza. Con il miglior De Rossi avremmo potuto dargli parecchio fastidio, ma stavolta Danielino non è il solito.

PIRLO 5 – Va bene, distribuisce il gioco come può e non perde mai la calma. E’ anche verissimo il fatto che gli spagnoli lo marcano in maniera asfissiante. Altrettanto vero che non si può chiedere sempre a Pirlo di fare i miracoli. Però c’è da dire che in quest’occasione ad Andreino sembra mancare quel piglio da leader che ha caratterizzato la sua carriera. Dal 2-0 in poi Pirlo non ci crede più e l’Italia arriva al definitivo cedimento strutturale.

MARCHISIO 5 – Non pervenuto. Soffre troppo l’importanza della partita e si eclissa. Non garantisce nemmeno il suo consueto apporto di corsa e sostanza. Il Principino s’inchina ai Re d’Europa e del Mondo.

MONTOLIVO 6 – Eppur si muove. In un Italia sfinita e senza idee, Montolivo è praticamente l’elemento più pericoloso. Spaventa Casillas con una bordata, poi s’inventa un assist strabiliante che libera Di Natale davanti alla porta: Totò però sbaglia. E’ l’ultima istantanea della partita del Monto, che sul più bello viene sostituito per favorire l’ingresso di Motta. Cesare, perchè? Dal 59′ MOTTA sv- Entra e s’infortuna. Il problema è che non ci sono più sostituzioni: il colpo di grazia per un’Italia già derelitta di suo.

CASSANO 5 – La classe non è acqua, ma a livello fisico ed atletico Fantantonio è troppo indietro rispetto agli altri. Un bel tiro da fuori, nient’altro. Esce per far posto a chi ne ha più di lui. Dal 46′ DI NATALE 5 – Si divora l’occasione che può riportarci in partita, poi prova a riscattarsi mettendoci grinta fino al 90esimo. Apprezzabile l’impegno, però poteva e doveva dare di più.

BALOTELLI 6 – SuperMario è cresciuto esponenzialmente durante questo Europeo. Come uomo, prima che come calciatore. Vede i compagni in difficoltà e non ci sta: torna fino alla difesa per recuperare il pallone, dà tutto quello che ha in corpo ed alla fine piange disperato. Complessivamente, ha disputato un grandissimo torneo. Ed ancora ha 22 anni: l’Italia ha forse finalmente trovato giocatore degno di non far rimpiangere i totem Totti e Del Piero, quelli della generazione di fenomeni.

All. PRANDELLI 5 – Chiariamo subito, il voto all’Europeo è 8, che poteva diventare 9 o forse 10 se avesse vinto ieri sera. Ma nella gara clou Cesare qualcosina la sbaglia. Anzitutto, sfidare la Spagna provando a giocare al suo stesso modo è quantomeno un azzardo. Può pagare una volta, non la seconda: questi sono degli Alieni, caro ct. E poi, qualche altra scelta leggermente discutibile, dalla presenza contemporanea in campo di Chiellini ed Abate – il primo in pessime condizioni, il secondo autore di un Europeo sufficiente ma non eccelso – alla contestuale panchina di Balzaretti, che contro i tedeschi era stato straordinario. Forse Cassano poteva rimanere a riposo per far posto a Di Natale – o magari chissà, a Giovinco – sin da subito. L’errore vero però lo commette a pochi minuti dall’inizio della ripresa, quando si gioca il terzo ed ultimo cambio: dentro Motta per Montolivo, che tra l’altro era forse il migliore dei nostri. Se il senso del cambio fosse stato: “Rischio tutto”, Prandelli avrebbe fatto meglio ad affidarsi ad un elemento più offensivo e più affidabile fisicamente: Diamanti, Giovinco, Nocerino. Ed invece entra Motta, che per giunta s’infortuna pure e lascia gli azzurri in dieci. A quel punto la partita da difficile diventa impossibile, e l’Italia crolla sotto i colpi dei campioni di tutto.

A cura di Vincenzo Galdieri

 

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