Enrico Steidler
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Ferrero e il nuovo stadio della Samp: che ne sai tu di un campo sul Bisagno?

Coming soon: il romano Massimo Ferrero, produttore cinematografico e numero uno del club blucerchiato, presenta con orgoglio il progetto del nuovo stadio della Sampdoria, un impianto poli-funzionale che dovrebbe sorgere in riva al mare al posto dell'attuale Palasport. La "location" prescelta, però, un'area densamente abitata, super-trafficata e a forte rischio-esondazione del Bisagno (il maggiore corso d'acqua della metropoli ligure), è forse quella più inadatta a ospitare una struttura del genere

Ferrero e il nuovo stadio della Samp: che ne sai tu di un campo sul Bisagno?
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L’idea di costruire una “casa in riva al mare” per la Sampdoria non è nuova. Ad averla, tempo fa, fu l’ex presidente blucerchiato Edoardo Garrone, abbagliato sulla via di Marassi da una visione a dir poco suggestiva: uno stadio in pieno centro, davanti al porticciolo, un gioiello ultra-moderno da incastonare fra l’elegante promenade dei genovesi – Corso Italia – e l’imbocco della Strada Sopraelevata. Le istituzioni, però, si rivelarono ostili, e il glorioso segno-sogno premonitore finì ingloriosamente nel cestino. Dev’essere qui, evidentemente, ravattandu in ta rûmenta (rovistando nell’immondizia), che Massimo Ferrero ha ritrovato la geniale intuizione garroniana e l’ha poi fatta subito sua.

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria

A VOLTE RITORNANO“E’ un sogno – gongola il presidente della Samp mostrando il progetto del nuovo stadio (che prevede, fra l’altro, la realizzazione di una pista ciclabibile e di parcheggi sotterranei, o subacquei, fate voi) davanti alle telecamere della Gazzetta dello Sportma come tutti i sogni belli…beh, credo che tra un po’ questo sindaco taglierà il nastro di inizio lavori, mi auguro prima che finisca il mandato così poi ne farà un altro (!). Ma la cosa bella, che è un destino – aggiunge Ferrero facendo “il battutone” – è che il sindaco di Genoa (ahi, che lapsus infelice, ndr.) si chiama Doria, per cui sarà ricordato negli ultimi 150 anni questo signore. E allora io spero di prendere un grande appuntamento, di tirare fuori questo progetto e di riportarlo in vita.

VENI, VIDI, SFREGIAI“Ma chi lo paga questo stadio?”, incalza l’intervistatore. Pantalone! – risponde prontamente “er Viperetta” – C’è sempre Pantalone che lo paga, perchè questo qui non è un fatto di chi lo paga: è chiaro che ci saranno dei finanziatori, oltre a me…e il comune – prosegue Ferrero “esaurito” l’argomento finanziamenti – ci deve dare i terreni in concessione per 99 anni perchè lo stadio rimarrà ai genovesi, a Genoa (di nuovo!!…). Non è che ce lo portiamo a casa, ma sarà un luogo di incontro, non solo di calcio ma di sport, di…discipline sportive, di intartaiment, che dovrà lavorare tutti i sette giorni, dev’essere una grande attrazione e deve diventare il più grande stadio d’Europa…perchè voi immaginate: uno stadio sul mare…dai! L’inno sarà “una rotonda sul mare”!…Ma invece di una rotonda ci sarà uno stadio. Grazie Doria! esclama infine Ferrero guardando dritto nell’obiettivo della cinepresa…

SAPORE DI STADIONei suoi sogni quando lo vorrebbe realizzare uno stadio così? Ci dia una data…” “Mah, la data ce la dovrà dare il sindaco se ci dà queste cose…fatte le cose burocratiche, fatto tutto…io mi auguro il più presto possibile. Faccio un appello al grande Renzo Piano: se ci viene a dare un occhio avremo un percorso migliore e daremo un altro sapore a Genova (buona la terza!…).

IL SOGNO BAGNATO – Insomma, sembra una parodia, diciamolo, sembra una “crozzata” fra le più azzeccate e divertenti, e invece è tutto vero. Il presidente blucerchiato vuole costruire uno stadio “coi colori della Samp” davanti agli ormeggi delle barche, all’inizio della passeggiata a mare e sulle rive di un corso d’acqua che tre anni fa (era il 4 novembre 2011) esondò rovinosamente causando la morte di 6 persone e provocando milioni di euro di danni. Per non parlare della viabilità, dell’impatto ambientale, dei disagi (lunghi 150 anni…) per i residenti, dei problemi di ordine pubblico, eccetera, eccetera.

Beh, che volete che sia? Tutte belinate, come si dice a Genoa. Quello che conta, per Ferrero, è dare un altro sapore alla città; e cosa c’è di meglio, in tal senso, di una “piccola” rotonda sul mare dedicata allo sport e all’intartaiment? Tanto paga…il territorio. E poi è un segno del destino. Vero Doria?

Enrico Steidler

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