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Amori, prigioni e tormenti. Guarin, ora la verità

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Ritorno al Futuro, Guarin come Dalmat.
Guarin in gol contro il Trapani

Guarin, rimasto all’Inter dopo un anno di ghirigori in chiave calciomercato: ora deve dimostrare a tutti di essere un big

Ha quella faccia un po’ cosi, Fredy Guarin. Un po’ da sbruffoncello, un po’ da simpaticone. E un po’ molto da chi non ha ancora capito l’effettivo potenziale a sua disposizione. E’ stato nel limbo per un anno, praticamente. Con cambi di marcia repentini, sia in campo che fuori. Tutti avrebbero scommesso che alla fine avrebbe lasciato l’Inter. Non è successo. La liason con la Juventus aveva aperto la strada: Guarin via dall’Inter, sembrava l’unica soluzione possibile. Soprattutto dopo dichiarazioni al vetriolo e bizze varie: apparentemente pronto a tutto pur di cambiare aria, Fredy. Ma poi ecco di nuovo la svolta: rinnovo di contratto, amore eterno giurato all’Inter, anche qualche buona partita a suggellare il tutto. 

Ma il quadro non era chiaro. Secondo molti Guarin all’Inter si sentiva come imprigionato: una prigione dorata, certo. Ma anche sul web impazzavano link e parodie, all’urlo di FreeGuarin. In estate ripartono tiritere, tarantelle e tormenti. Guarin accostato a chiunque, evidentemente fuori progetto nella nuova Inter di Mazzarri. E non per limiti tecnici, ovvio. Vicino al Valencia, allo Zenit, al Manchester United, di nuovo alla Juve. L’Inter nel frattempo gioca bene e convince, senza di lui. Se va via, arriva Lavezzi. Ma Guarin non va via, di nuovo. Rimane a Milano. Controvoglia o meno non lo sapremo mai, ma un’idea ce la siamo fatta. Ed ecco le nuove dichiarazioni d’amore: “Felice di essere rimasto qua”. Baila Guaro.

ORA LA VERITA’ – Fatto sta che Guarin è ancora li, con la maglia nerazzurra. E quand’anche non ne fosse contento, deve mettersi in testa che questa stagione può e deve rappresentare la svolta di una carriera che fino ad oggi gli ha dato molto meno di quello che poteva avere e pretendere. Guarin potrebbe essere un top player assoluto, ma è troppo schiavo dei suoi umori. Ai tempi del Porto sembrava un potenziale fenomeno. Eclettico come pochi, sapeva fare qualunque cosa: esterno, regista, mediano, trequartista. Con profitto, poi. Un possibile Vidal 2, mettiamola cosi. E gli incroci con Vidal non finiscono qua: se Arturo avesse lasciato la Juve, lui ne avrebbe preso il posto. Ma ora non è più tempo di rimuginare sul passato. Non servono più bizze, tormenti, rimorsi e rimpianti. Guarin deve prendersi l’Inter di prepotenza, con l’esplosività che lo contraddistingue in campo nei giorni migliori. Guarin deve convincere tutti, ed in primis se’ stesso, che può e deve essere quello che in molti si aspettano da lui: un centrocampista di livello mondiale. Quando prenderà coscienza del fatto che ha la forza per essere un grandissimo a prescindere da maglie, luoghi e collocazioni in campo, uscirà dal limbo. Svaniranno i tormenti, le prigioni mentali non saranno più prigioni. Ed anche l’amore che ad intervalli irregolari predica nei confronti dell’Inter, sembrerà un po’ più vero.

Vincenzo Galdieri – Twitter: @Vince_Galdieri 

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