Antonio Casu
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L’Italia di Zaza umilia la Norvegia dei dilettanti

Ma non è sufficiente essere grande con i piccoli...

L’Italia di Zaza umilia la Norvegia dei dilettanti
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Voilà. Come d’incanto, l’Italia calcistica riscopre in un attimo l’antico orgoglio, perso nell’umiliante naufragio di Natal. È un’abitudine tutta italiana quella di esaltarsi con poco e andare a nozze coi fichi secchi nei momenti più bui. Capita così che l’immagine derelitta di un movimento in frantumi venga cancellata dalle gesta di un ventitreenne lucano, fino a qualche giorno fa sconosciuto ai più.

NON BASTA ESSERE GRANDE CON I PICCOLI – La scommessa Simone Zaza è il manifesto programmatico del nuovo corso  firmato Antonio Conte: giovane, determinato e mai appagato. L’attaccante del Sassuolo è un umile guerriero prestato per un giorno ai palcoscenici internazionali. Zaza si scopre eroe contro gli olandesi svogliati e i semi dilettanti norvegesi, ma l’Italia guarda sempre il bicchiere mezzo pieno e lo esalta come se avesse deciso la finale dei Mondiali. Avrà tempo per confermarsi e fare grande (per davvero) l’Italia, ma ora come ora rischia di trovarsi immerso in un calderone di titoloni fuori posto e recensioni oltremisura lusinghiere. L’Anelka di Policoro dovrà dimostrare di avere le spalle larghe e lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, non solo sui giornali di oggi. Se così non sarà, Zaza diventerà l’ennesimo patrimonio scialacquato del calcio italiano, ed il colpevole non sarebbe solo lui.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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