Matteo Masum
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Aru, De Marchi, Caruso: la Vuelta degli italiani

Non solo Contador e Froome: il nostro ciclismo si conferma di grande livello

Aru, De Marchi, Caruso: la Vuelta degli italiani
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Alessandro De Marchi, vincitore della settima tappa

Alessandro De Marchi, vincitore della settima tappa

E’ grande Italia in terra di Spagna. Nonostante le danze di Alberto Contador e le mulinate di Chris Froome abbiano, inevitabilmente, monopolizzato il palcoscenico di questa splendida Vuelta, qualche corridore è riuscito a guadagnare consensi ed applausi. Tra questi, possiamo tranquillamente annoverare tre italiani, ovvero Fabio Aru, Alessandro De Marchi e Damiano Caruso.

IL FUTURO- Storicamente, la Vuelta non è mai stata terra di conquista per i ciclisti del nostro paese. Solamente cinque volte un italiano è riuscito a finire la corsa davanti a tutti- l’ultimo è stato Vincenzo Nibali nel 2010– e, spesso hanno prevalso le magre figure che i successi. Da qualche anno, le cose sembrano cambiate, e in questa edizione stiamo assistendo ad ottime prove da parte dei corridori del Belpaese. Su tutti, non può non meritare grandi elogi Fabio Aru, che, dopo il terzo posto al Giro, si sta confermando ad altissimi livelli. Nelle tappe di montagna, sebbene a fatica, è sempre riuscito a rimanere poco distante dei grandissimi di questo sport, battendo tutti a San Miguel de Aralar, ed in classifica è saldamente al quinto posto. Avendo appena 24 anni, Aru ha decisamente un futuro roseo davanti a sé.

IL GUERRIERO- Abbiamo già avuto modo di esaltare un altro protagonista di questa Vuelta. Alessandro De Marchi continua a dimostrarsi un campione di primissimo piano. Una bellissima vittoria di tappa, ottenuta alla sua maniera, da grintoso attaccante e vero guerriero. Non contendo, il corridore della Liquigas è tornato in fuga, nella tappa di lunedì, resistendo al rientro degli scalatori quando per lui sembrava finita, e concludendo al terzo posto, visibilmente soddisfatto. Gli aggettivi sono finiti, proverà a regalarci altre emozioni.

LA SORPRESA- Sorpresa sì, ma nemmeno tanto. Non certo per la Bmc, che se lo è assicurato (insieme a De Marchi) per l’anno prossimo. Damiano Caruso sta disputando una Vuelta da corridore di buone prospettive. A quasi 27 anni, lo scalatore siciliano sembra essere maturo per quel salto di qualità che lo porterebbe, se non a competere con i migliori, quantomeno a farsi valere ad alti livelli. Attualmente occupa la decima posizione nella generale, proverà a rimanere nella top ten.

Abbiamo menzionato i tre corridori che, a nostro giudizio, hanno messo in mostra le cose migliori. Tuttavia, meriterebbero una citazione anche grandi gregari come Daniele Bennati o Giampaolo Caruso, altri protagonisti di questa splendida Vuelta.

Matteo Masum

 

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